Un san Cristoforo alla settimana

Il san Cristoforo di questa settimana

  • San Cristoforo d’alabastro a Montefollonico: un re senza Bambino
    San Cristoforo d’alabastro a Montefollonico: è un re senza Bambino su una lastra proveniente dall’antica abbazia di Santa Maria a Follonico. Anche se l’iconografia non è quella solita, il santo è riconoscibile, Un meraviglioso santo martire, re e guerriero del XII secolo.

I san Cristoforo di questo mese

  • San Cristoforo d’alabastro a Montefollonico: un re senza Bambino
    San Cristoforo d’alabastro a Montefollonico: è un re senza Bambino su una lastra proveniente dall’antica abbazia di Santa Maria a Follonico. Anche se l’iconografia non è quella solita, il santo è riconoscibile, Un meraviglioso santo martire, re e guerriero del XII secolo.
  • San Cristoforo è un re?
    L’iconografia di san Cristoforo con la corona (o incoronato direttamente dalla mano di Dio) è associata alle raffigurazioni più antiche del santo in Occidente. Questi san Cristoforo spesso non portano il Bambino.
  • Un vescovo sarto per rammendare la Chiesa (e san Cristoforo)
    A Vallarga uno straordinario san Cristoforo del 1577 circondato da sirene e fauna acquatica. E un vescovo che, in piena Controriforma, restaura un San Cristoforo davvero regale.
  • Un san Cristoforo a cavallo tra culture medievali in Belgio
    Il San Cristoforo di Zepperen è un esempio di un santo cosmopolita in una mondo interconnesso: d’altronde il santo dei pellegrini non può che cogliere qua e là elementi e portarli su di sè raccondando la storia delle strade di Europa. Ecco, dunque, la benda, la quercia, l’eremita e il mantello germanici, i pellegrini alla cintura iberici e la sirena che si specchia e il pescatore anglo-francese: tutto in un San Cristoforo belga, patrono di tutti i pellegrini europei!
  • San Cristoforo, il duca Giovanni e gli archibugieri in Belgio
    Nel 2008 si scoprono due affreschi del 1405 sulla torre della chiesa di Malines. Un omaggio per l’entrata trionfale di Giovanni a Malines.

Di che cosa abbiamo parlato

Dopo i San Cristoforo sui laghi di Como (in particolare ad Ossuccio) e di Garda (a Padenghe, Gargnano, Brenzone), ora San Cristoforo in città? Ma certo!

Partiamo da Milano: una storia milanese fra i Visconti e la chiesa di santa Maria della Scala (a San Fedele) e un san Cristoforo (?) nella Chiesa di santa Maria presso san Satiro in centro a Milano, per poi visitare il Castello Sforzesco (con i capolavori di Cesare da Sesto, di Bonino da Campione, di Francesco Tatti).

Faremo una puntatina a Verona, nella Basilica di san Zeno, ma anche a quella di san Fermo.

In Sudtirolo, a Laion, in Valle Isarco, appena sopra Chiusa, parleremo di un paesino con sette frazioni e tre san Cristoforo (a Novale di Ried, a Freina e a Albions)! L’analisi di questi santi ci permetterà di capire le caratteristiche principale del san Cristoforo germanico. Le ritroveremo anche nel san Cristoforo della Val d’Ega, a Collepietra e nei san Cristoforo dipinti (e incisi) dal grande Lucas Cranach.

Poi torneremo a seguire un fiume, il Sesia, da Frassineto Po ad Alagna. Cominceremo con i san Cristoforo di Grignasco e di Borgosesia-Isolella. Poi inizieremo a seguire il Ticino, a Coarezza. Ma il nostro santo protegge anche le sorgenti, come in Emilia Romagna, a Labante e a Monteortone-Abano Terme.

Abbiamo steso un elenco per tentare di censire tutti i san Cristoforo di Venezia. Siamo partiti dai san Cristoforo della bottega dei Vivarini, quello di Tiziano, poi siamo passati a quello di Tintoretto (oggi ad Alzano Lombardo) e a quello di Jacopo Bassano. Ma un pezzettino di Venezia è anche in Valsesia! Abbiamo parlato della Madonna dell’Orto e di san Cristoforo della Pace

E poi risponderemo alla domanda più semplice: contro quali malattie ci protegge? ma, alla fin fine, chi è san Cristoforo?

Una capatina anche, finalmente, nel sud Italia, ad Erice: un san Cristoforo che lotta contro il diavolo e si comporta come un patrono, ma che ha anche a che fare con il solstizio e la canicola.

Rimane sempre il nostro auspicio di pace con il san Cristoforo di Leopoli. Perché speriamo che non gli tocchi lo stesso destino del san Cristoforo bombardato della Cappella Ovetari di Padova, con i capolavori di Mantegna e di Bono da Ferrara.