Una cappella funeraria a Bruges: Memling, Moreel e san Cristoforo
Nel trittico Moreel di Brugges Hans Memling nel 1484 ritrae tutti i santi di famiglia più uno: ovviamente san Cristoforo!
Nella Legenda Aurea, un personaggio importante per la conversione di Cristoforo è l’eremita: è lui, infatti, che prepara la strada a Reprobo perché possa avvenire l’incontro con Cristo, l’uomo più potente che il gigante vuole servire.
Secondo una fonte ancora precedente, raccolta da Watherius Spirensis, l’attraversamento avviene di notte: ecco perché l’eremita tiene nelle sue mani una lanterna accesa.
Presente nelle raffigurazioni d’oltralpe, l’eremita spesso è rappresentato nei pressi della sua povera capanna.
Nel trittico Moreel di Brugges Hans Memling nel 1484 ritrae tutti i santi di famiglia più uno: ovviamente san Cristoforo!
Osservando i molti San Cristoforo, lungo la Viamala, nel Canton Grigioni in Svizzera, notiamo alcune caratteristiche (postura frontale, mano sul cuore, Bambino sul braccio) che fanno riferimento ad una fonte precedente la Legenda Aurea, la Passione e vita di San Cristoforo di Walther di Spira.
Al foglio 153 del Libro d’Ore all’uso di Roma, miniato dal cosiddetto Maestro delle scene di Davide nel breviario Grimani all’inizio del XVI secolo nelle Fiandre, troviamo questa meravigliosa raffigurazione di San Cristoforo con quattro scene della sua vita.
Il San Cristoforo di Zepperen è un esempio di un santo cosmopolita in una mondo interconnesso: d’altronde il santo dei pellegrini non può che cogliere qua e là elementi e portarli su di sè raccondando la storia delle strade di Europa. Ecco, dunque, la benda, la quercia, l’eremita e il mantello germanici, i pellegrini alla cintura iberici e la sirena che si specchia e il pescatore anglo-francese: tutto in un San Cristoforo belga, patrono di tutti i pellegrini europei!
Nel 2008 si scoprono due affreschi del 1405 sulla torre della chiesa di Malines. Un omaggio per l’entrata trionfale di Giovanni a Malines.
La pittura murale di San Cristoforo nel monastero di Santa Paola a Siviglia (1638–1649), attribuita a Francisco Pacheco, mostra il santo gigante che attraversa il fiume con il Bambino. Riprende elementi antichi, come la macina al braccio, e richiama il modello precedente di Mateo Pérez de Alesio.
All’Alcazar di Siviglia una nuova attestazione seicentesca della devozione a San Cristoforo, che continua nonostante la Controriforma
Mateo Pérez Alesio ha dipinto nel 1584 un grande san Cristoforo, il Cristobalon, nella Cattedrale di Siviglia, a cui ha affidato il suo sogno di partire per le Americhe.
Una famosa incisione xilografia del 1423 (no del 1450) al monastero di Buxheim e una sua copia pirata al Museo di Budapest. Protagonisti il nostro san Cristoforo, l’eremita e un uomo di fatica,
Fu certamente all’incisione di Buxheim che si ispirò il pittore gallese della chiesa di Sant Saeran nel Denbighshire per realizzare il suo bel san Cristoforo. Eppure guardate tra i piedi del santo. Dai pesciolini di un fiume della Germania del Sud alla fauna marina, abbondante e pericolosa del Galles costiero!