Ai piedi del Sassolungo, un San Cristoforo gardenese a Ortisei
Sulla parte esterna della chiesa di san Giacomo, sulla via medievale tra il Tirolo e Venezia, grande S. .Cristoforo della Scuola di Bressanone (e il suo quasi gemello austriaco)
Grande successo di san Cristoforo! Tutti lo vogliono, tutti lo pregano, tutti lo raffigurano. Per la devozione pubblica o privata, si moltiplicano le riproduzioni del santo, soprattutto come protettore dei pellegrini.
Sulla parte esterna della chiesa di san Giacomo, sulla via medievale tra il Tirolo e Venezia, grande S. .Cristoforo della Scuola di Bressanone (e il suo quasi gemello austriaco)
A Bondo San Cristoforo protegge i viaggiatori, con un gesto di carità come san Martino. Ma è anche segno di potere e richiamo eucaristico. Per questo è stato coperto dai Riformati,
Nel trittico Moreel di Brugges Hans Memling nel 1484 ritrae tutti i santi di famiglia più uno: ovviamente san Cristoforo!
Prendendo spunto dal Trittico Moreel di Memling, l’artista astratta Fabienn Verdier realizza nel 2011 il suo San Cristoforo che attraversa le acque. Nel suo sito inserisce tutto il materiale preparatorio.
Tre raffigurazioni di san Cristoforo a Quarona Valsesia: un santo gigantesco e colossale della facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate, un santo cinquecentesco a Valmaggiore e soprattutto il santo martire duecentesco che ci protegge nella sua sacralità nella Chiesa di San Giovanni al Monte.
San Cristoforo nei Grigioni fra XIII e XVI secolo: la devozione viene da Oriente e si diffonde fra XIV e XV secolo in una terra di grande passaggio economico, ma anche culturale e artistico. San Cristoforo ha molti valori e per questo è l’immagine più diffusa tra gli affreschi esterni delle chiese. Sopravvive anche alla Riforma.
L’affresco di san Cristoforo di Castelsantangelo sul Nera e i due (almeno) elementi di notevolissimo interesse: la ricchissima iconografia e la storia travagliata che ha avuto (e continua ancora oggi), dopo il sisma del 2016.
Un colossale trecentesco san Cristoforo a Rhäzüns (nei Grigioni, proprio sul Reno) è circondato da stelle: perché? Un segno, simbolico o decorativo, del pittore o un legame profondo con san Cristoforo?
Nella chiesa di San Pietro in Mistail, un colossale san Cristoforo con Bambino in braccio e mano sul cuore. Riprende un modello molto diffuso, ma con un’innovazione, in linea con la Legenda Aurea.
Osservando i molti San Cristoforo, lungo la Viamala, nel Canton Grigioni in Svizzera, notiamo alcune caratteristiche (postura frontale, mano sul cuore, Bambino sul braccio) che fanno riferimento ad una fonte precedente la Legenda Aurea, la Passione e vita di San Cristoforo di Walther di Spira.
Sono moltissime le immagini di san Cristoforo a Bellinzona, terra di grandi strade e di grandi (e piccoli) fiumi: a Giubiasco, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Ravecchia
In Spagna è assai diffusa fra XIV e XVI secolo un’interessante raffigurazione del nostro santo con una grossa macina di mulino e pellegrini alla cintura. Anche in Europa rari immagini di questa iconografia che resta per lo più iberica.
A Vallarga uno straordinario san Cristoforo del 1577 circondato da sirene e fauna acquatica. E un vescovo che, in piena Controriforma, restaura un San Cristoforo davvero regale.
Il San Cristoforo di Zepperen è un esempio di un santo cosmopolita in una mondo interconnesso: d’altronde il santo dei pellegrini non può che cogliere qua e là elementi e portarli su di sè raccondando la storia delle strade di Europa. Ecco, dunque, la benda, la quercia, l’eremita e il mantello germanici, i pellegrini alla cintura iberici e la sirena che si specchia e il pescatore anglo-francese: tutto in un San Cristoforo belga, patrono di tutti i pellegrini europei!