Una cappella funeraria a Bruges: Memling, Moreel e san Cristoforo
Nel trittico Moreel di Brugges Hans Memling nel 1484 ritrae tutti i santi di famiglia più uno: ovviamente san Cristoforo!
Nel trittico Moreel di Brugges Hans Memling nel 1484 ritrae tutti i santi di famiglia più uno: ovviamente san Cristoforo!
Nel dipinto è “Orione cieco in cerca del sole” di Nicolas Poussin, del 1658, l’immagine di Orione e di Cedalione sulle sue spalle è molto simile a quella di Cristoforo che porta il Bambino. Ma c’è un legame fra San Cristoforo e Orione?
Prendendo spunto dal Trittico Moreel di Memling, l’artista astratta Fabienn Verdier realizza nel 2011 il suo San Cristoforo che attraversa le acque. Nel suo sito inserisce tutto il materiale preparatorio.
San Cristoforo nei Grigioni fra XIII e XVI secolo: la devozione viene da Oriente e si diffonde fra XIV e XV secolo in una terra di grande passaggio economico, ma anche culturale e artistico. San Cristoforo ha molti valori e per questo è l’immagine più diffusa tra gli affreschi esterni delle chiese. Sopravvive anche alla Riforma.
L’affresco di san Cristoforo di Castelsantangelo sul Nera e i due (almeno) elementi di notevolissimo interesse: la ricchissima iconografia e la storia travagliata che ha avuto (e continua ancora oggi), dopo il sisma del 2016.
Un colossale trecentesco san Cristoforo a Rhäzüns (nei Grigioni, proprio sul Reno) è circondato da stelle: perché? Un segno, simbolico o decorativo, del pittore o un legame profondo con san Cristoforo?
Nella chiesa di San Pietro in Mistail, un colossale san Cristoforo con Bambino in braccio e mano sul cuore. Riprende un modello molto diffuso, ma con un’innovazione, in linea con la Legenda Aurea.
Osservando i molti San Cristoforo, lungo la Viamala, nel Canton Grigioni in Svizzera, notiamo alcune caratteristiche (postura frontale, mano sul cuore, Bambino sul braccio) che fanno riferimento ad una fonte precedente la Legenda Aurea, la Passione e vita di San Cristoforo di Walther di Spira.
Sulla strada che da Coira giunge in Italia sono ancora oggi presenti molte immagini di San Cristoforo colossali, con Bambino in braccio e mano sul petto. Come mai sono così simili?
Tre colossali San Cristoforo (tra i quali uno dei più antichi, San Cristoforo delle Alpi) nella Val Monastero: una valle divisa fra Alto Adige e Canton Grigioni in Svizzera. Qui San Cristoforo è anche il simbolo della cultura unica medievale, al di là delle vicissitudini ed è le lotte fra gli uomini che hanno costruito confini.
A Locarno, sulla facciata della Chiesa Nuova, c’è un colossale San Cristoforo di stucco del XVII secolo, commissionato da Cristoforo Orelli nel 1630. Un San Cristoforo dal valore personale?
Un San Cristoforo rinascimentale a Monte Carasso: a Bellinzona (Svizzera) colossale, ma sempre più realistico e umano.
Nella Chiesa di Vamlingbo, nel dus dell’isola svedese del Gotland, un San Cristoforo del XIV secolo che invita i fedeli alla conversione. Ma nel cimitero della chiesa, una pietra runica vichinga ci fa ipotizzare un contatto fra san Cristoforo e i vichinghi.
A Cureglia, in Canton Ticino, il paese dei pittori emigranti la chiesa del patrono, San Cristoforo, è diventato un piccolo laboratorio di studio sull’immagine di san Cristoforo fra Rinascimento e XX secolo.