C’è strada che da Chur-Coira, la città più importante del Canton Grigioni, porta in Canton Ticino e poi in Italia attraverso i passi dello Spluga e del San Bernardino: si trova nella regione di Viamala (il nome è già una garanzia…). Nonostante le asperità del percorso, la gola della Viamala ha costituito fin dall’antichità una via di collegamento fra la Lombardia e il sud della Germania, essendo la più breve su questa direttrice. La mulattiera era già frequentata in epoca pre-romana e venne probabilmente utilizzata anche dagli stessi Romani e percorsa per tutto il Medioevo, fino al 1473, quando venne costruita una strada nuova. Quale compagnia migliore di San Cristoforo?


Su questa strada storica, sono presenti molte immagini del nostro santo: affreschi colossali, quasi sempre esterni sulla facciata della chiesa o sulle pareti laterali, dalla grande rilevanza, conservati fino ad oggi nonostante quelle chiese siano per lo più riformate.
Stiamo parlando dei San Cristoforo dei paesi (ordinati da Nord a Sud) Rhäzüns, Paspels, Thusis-Cazis, Lenz, Mistail, Zillis, Clugin. Anche a Pitasch e Schlans è presente lo stesso modello, pur essendo i paesi lontani dall’asse viario Coira-Bellinzona.
Eccoli, in galleria:









Un modello di San Cristoforo comune ma peculiare
Le immagini sono molto simili tra loro.
- Cristoforo ha una postura assolutamente frontale: statico, non accenna ad alcun movimento del corpo e si aggrappa con la mano destra ad un bastone per lo più fiorito. Questa immagine è abbastanza comune nelle raffigurazioni alpine nel XIV secolo. Del tutto particolare, invece, il gesto di Cristoforo che sostiene con il braccio sinistro il Bambino; la mano sinistra del santo è appoggiata sul cuore.
- Cristo bambino sta seduto sul braccio del santo: con una mano stringe un libro, mentre ci benedice sollevando il braccio destro.
- Entrambi indossano abiti lunghi fino ai piedi. Il santo porta un mantello elegante, purpureo e spesso foderato di ermellino. raccolto in vita e agganciato alla cintura. La sua veste è molto elegante, decorata, ampia e tenuta in vita da una cintura, comunque preziosa. Il Bambino ha una vestina lunga tenuta in vita, che lascia intravedere un piedino nudo.
- Cristoforo tiene gli occhi aperti e rivolti non a Cristo, ma a noi che lo guardiamo. I suoi capelli sono ricci e porta la barba. Sul suo capo e su quello del Bambino è presente l’aureola.
- In molte raffigurazioni tra queste, sono disegnate delle stelle sullo sfondo.
Perché queste immagini sono così simili fra loro?
Persi nell’ammirazione di queste raffigurazioni ci chiediamo: Perché queste immagini sono così simili fra loro?
Tutte questi San Cristoforo (ad eccezione di quello di Mistail, di cui parleremo) sono state attribuiti al maestro di Waltensburg o comunque alla sua cerchia. Alcune sono talmente simili fra loro che si può addirittura ipotizzare che venissero realizzate con dei cartoni (come i San Cristoforo di Rhazuns, Pitasch, Schlans e la sinopia di Clugin).
Il maestro di Waltensburg e il suo capolavoro
Il Maestro di Waltensburg è il nome convenzionale dato a un pittore anonimo della prima metà del XIV secolo, attivo soprattutto nei Grigioni, in Svizzera. Di lui non si conoscono né il nome vero né dati biografici sicuri. È considerato un artista importante della pittura gotica murale nell’area alpina. Deve il suo nome al grande ciclo della Passione dipinto nella chiesa riformata di Waltensburg/Vuorz, datato circa al 1330.

Con una palette di colori relativamente limitata ma sfruttata con grande sapienza compositiva, ottenne una cromia vivace nonostante il numero ridotto di pigmenti. Spiccano soprattutto le numerose tonalità di rosso. La ricchezza della tavolozza gli permise un livello di dettaglio elevato, particolarmente evidente nel ciclo di Waltensburg: fisionomie curate, ricchezza decorativa nei costumi e negli accessori. Spicca la tendenza narrativa dei cicli pittorici, tipicamente cristologici e agiografici (ma anche soggetti profani, come le scene di ispirazione cavalleresco-epica nel castello di Brandis a Maienfeld). Gli sono state attribuite opera a Coira, Rhäzüns, Lüen, Paspels, Clugin, Casti e Maienfeld.
Da dove veniva il Maestro di Waltensburg? Dal Lago di Costanza?
Presumibilmente, i baroni di Vaz portarono il maestro di Waltensburg dalla Germania a Coira in un laboratorio locale, dove si familiarizzò con la tradizione pittorica locale e in seguito fondò una propria bottega. L’analisi delle sue opere mostra che probabilmente proveniva dal circolo del Basso o Alto Reno, forse dal lago di Costanza, e conosceva bene i dipinti tardoromanici tardo dei Grigioni.
E a Lindau, sul Lago di Costanza ancora oggi si può ammirare un San Cristoforo con delle caratteristiche simili a quelle degli affreschi dei Grigioni. Un’opera giovanile? Un’opera da cui ha preso ispirazione?

I nostri San Cristoforo, che tanto si somigliano, dunque, sono tutti da attribuire allo stesso maestro o alla sua bottega. La postura del santo, la sua gestualità, persino il suo volto e quello del Bambino sono stati realizzati quasi in serie dalla stessa bottega artistica attiva nella regione svizzera.
San Cristoforo a Waltensburg (ma non del Maestro di Waltensburg)
Ma prima di lasciarci una curiosità: anche a Waltensburg è presente un San Cristoforo. Si trova sulla parete esterna laterale della chiesa ma non è stato dipinto dal nostro maestro. In effetti la postura è completamente diversa. È di autore ignoto, dipinto intorno al 1510.

Ci restano altre domande
Eppure ci restano ancora delle domande. Qual è il significato della mano che Cristoforo appoggia al petto? Perché il Bambino sta in braccio e non sulle spalle del santo? Come mai Cristo porta nelle mani un libro? E perché le stelle nel cielo?
Domande a cui cercheremo di dare risposta nei prossimi post.
Bibliografia
- Evangelische Pfarrkirche & Fresken, Waltensburg
- Waltensburg und die Bünder Gotik
- voce Waltensburger Meister su Wikipedia
- voce Maestro di Waltensburg in Dizionario storico della Svizzera
- Chi è il maestro di Waltensburg?
