San Cristoforo, tre secoli, tre immagini: a Quarona Valsesia

Il gioiello di Quarona: la chiesa di san Giovanni al Monte e San Cristoforo del XIII secolo

La chiesa di San Giovanni al Monte, in Quarona Valsesia, sorge su un pianoro a mezza costa del Monte Tucri, in un suggestivo bosco di faggi e castagni.

campanile chiesa
Chiesa di san Giovanni al Monte- Quarona Valsesia (VC)

È la chiesa più antica di tutta la Valsesia, con una storia millenaria, testimoniata da molti reperti archeologici e dagli affreschi che ne ornano le pareti. Luogo di sepoltura già dal II secolo d.C. e di abitazione nel IV, conserva la più antica testimonianza cristiana della Valsesia (un’iscrizione del 438) e sarcofagi istoriati databili V e VI secolo. Tali reperti provengono probabilmente da un battistero del V secolo, poi ricostruito fra IX e XI secolo quando la chiesa assunse le dimensioni attuali (poche le aggiunte del XV e XVI secolo). Venne utilizzata come chiesa parrocchiale fino al 1617, quando fu costruita la chiesa di sant’Antonio al piano perché, come scrive il vescovo Antonio Béscapé, nella visita pastorale del 1590:

la distanza della Terra alla chiesa parrocchiale è molta, et ardua et periculosa, massime nel tempo dell’invernata, onde potria causarsi qualche inconveniente, massime alli fanciulli che alla suddetta chiesa si portano a battezzare.

E quando parleremo specificamente di San Cristoforo, ci dedicheremo ancora a questa chiesa di Sant’Antonio al piano a Quarona.

Ma torniamo al monte e al nostro San Giovanni.

Gli affreschi di San Giovanni al Monte

L’interno della chiesa è affrescato. Lavorarono qui molti maestri tra il XIII ed il XVI secolo. Particolarmente importanti furono: Francesco Cagnola, il Maestro della Passione di Quarona (dipinse il ciclo della Passione alla fine del XV secolo), il Maestro dell’Incoronazione di Quarona (autore della straordinaria incoronazione della Vergine dell’abside del XIV secolo) e, il più antico, il Maestro duecentesco di Quarona, su cui ci concentreremo ora.

Gli affreschi del Maestro duecentesco di Quarona

Il Maestro operò nel terzo quarto del XIII secolo e oggi se ne conservano parecchie opere:

  • San Giacomo aiuta un pellegrino
  • Il martirio di San Bartolomeo
  • la Madonna in trono con San Giovanni Battista e san Pietro
  • San Michele
  • un’ampia porzione di San Cristoforo

I tratti dei santi raffigurati sono bizantineggianti, bidemensionali. La posizione dei santi è frontale, la posa ieratica, gli abiti sono eleganti. Lo stile di questo pittore si collega a moduli dell’arte padana orientale e in particolare l’ambito veneto, influenzata dalla matrice bizantina.

San Michele arcangelo
San Michele- Chiesa di san Giovanni al Monte- Quarona Valsesia (VC)
Madonna in trono con santi
Madonna in trono con san Giovanni e san Pietro- Chiesa di san Giovanni al Monte- Quarona Valsesia (VC)

Un san Cristoforo coronato che porta Cristo adulto

Il nostro San Cristoforo presenta molte peculiarità. La statura è colossale, anche rispetto a tutti gli altri affreschi della Chiesa. Questo non ci stupisce però.

San Cristoforo ricoperto da un altro quadro
San Cristoforo – Chiesa di san Giovanni al Monte- Quarona Valsesia (VC)

A stupirci invece è la presenza sulla sua spalla sinistra di un Cristo non bambino ma adulto. Gesù ci benedice con la mano destra e tiene nella mano sinistra il Vangelo.

San Cristoforo (particolare) – Chiesa di san Giovanni al Monte- Quarona Valsesia (VC) – XIII secolo

Il santo ci guarda con occhi sgranati, tenendo Cristo per i piedi e impugnando con la mano destra un bastone che finisce con delle foglie di palma. La veste è elegantissima, abbordata di gioielli preziosi e con un fodero di ermellino che copre anche le spalle. L’elemento di spicco è la presenza della corona. Cristoforo era infatti un soldato, e non certamente un re. Perché viene incoronato?

Abbiamo già tentato di dare una risposta a questa domanda in un post precedente, a cui vi rimando, mentre approfondiremo ulteriormente la presenza di Cristo adulto (già vista, ad esempio, a Taufers Munstertal) sulla spalla del santo.

In ogni caso, entrambe le caratteristiche ci parlano di un San Cristoforo veramente molto antico, probabilmente precedente la Legenda Aurea (scritta alla fine del XIII secolo). È un San Cristoforo che protegge, ma lo fa offrendoci Cristo Buona Novella: è un portatore di Cristo, non un trasportatore di Cristo (Bambino), come diventerà comune a partire dall’affermazione della Legenda Aurea, che insiste sulla attraversamento del fiume.

Questo è testimoniato anche dalla posizione del santo, che non si trova né sulla facciata della chiesa né in controfacciata, ma proprio di fronte all’ingresso principale, all’interno della chiesa.

Cagnola copre san Cristoforo, sì, ma non i suoi occhi

Col passare dei secoli, la figura del santo continuò ad esercitare una funzione protettiva tramite lo sguardo, come è evidente dal fatto che l’affresco venne coperto solo nella parte inferiore, mentre venne lasciata in vista la parte superiore, con gli occhi del santo spalancati a guardarci.

Fu Francesco Cagnola a dipingere, sulla parte bassa dell’affresco di san Cristoforo, un’immagine di San Rocco (che protegge dalla peste), San Biagio (patrono dei cardatori) e del martirio della Beata Panacea. Ma qui dobbiamo sostare.

La Beata Panacea fra san Giovanni al Monte e le chiese al piano

La Beata Panacea è la santa patrona di tutta la Valsesia. Contadina poverissima, nata e vissuta a Quarona (1368-1383), venne martirizzata dalla crudele matrigna mentre si trovava in preghiera nei pascoli a monte rispetto alla chiesa di San Giovanni. Dopo la sua morte, un incendio segnalò a valle la presenza del suo corpo sul monte. Il suo corpo santo venne miracolosamente portato a Ghemme, presso la tomba della madre della ragazza.

Beata Panacea San Biagio e san Rocco
Francesco Cagnola, Martirio della Beata Panacea con San Biagio e san Rocco- Chiesa di san Giovanni al Monte- Quarona Valsesia (VC)

Nell’affresco Cagnola ha voluto riprodurre fedelmente i luoghi in cui è avvenuto il martirio, esattamente il monte su cui ci troviamo. La beata Panacea spesso veniva nella chiesa di San Giovanni a pregare e mi piace pensare che fosse affascinata dal grande San Cristoforo che domina la navata.

A Quarona, presso la chiesa della Beata Panacea al piano si trova ancora il carro che avrebbe trasportato il corpo della santa. E poco più avanti sulla via principale, nella chiesa parrocchiale di San Antonio Abate, è custodita una bella immagine della beata datata 1494.

Beata Panacea
Beata Panacea – stacco di affresco della demolita cappella di santa Maria della Pietà – Chiesa di sant’Antonio Abate – Quarona Valsesia (VC)

Sant’Antonio Abate e san Cristoforo

Ma torniamo un attimo fuori dalla chiesa ad osservare la facciata, dipinta nel XVII secolo: sono presenti due grandi immagini, una del santo titolare della chiesa e l’altra di San Cristoforo.

San Cristoforo con sirena bicaudata e strane figure
San Cristoforo – Chiesa di sant’Antonio abate- Quarona Valsesia (VC)

Qui siamo di fronte all’immagine tradizionale del santo che attraversa il fiume, probabilmente il Sesia, sfidando con il bastone fiorito le insidie rappresentate dalla sirena bicaudata. Il santo è raffigurato come un viaggiatore del Seicento, con ampio mantello gonfiato dal vento, scarsella in vita e, in bella vista, un coltello. il Bambino piccolissimo sta sulle spalle del gigante e tiene stretto il globo del mondo. Da notare la strana scena che si svolge sulla riva: ci aspettavamo di vedere l’eremita e, invece, due figure parlano fra loro in modo concitato.

figure sulla riva
San Cristoforo (particolare) – Chiesa di sant’Antonio abate- Quarona Valsesia (VC)
sirena bicaudata
San Cristoforo (particolare) – Chiesa di sant’Antonio abate- Quarona Valsesia (VC)

Anche a Valmaggiore, un san Cristoforo del XVI secolo

E non è finita qui: anche a Valmaggiore, frazione di Quarona, sulla facciata della chiesa di sant’Andrea, un altro San Cristoforo, del XVI secolo. Le strade della Valsesia venivano battute spesso da viandanti che si votavano al nostro santo per superare le numeroso difficoltà.

San Cristoforo in movimento
San Cristoforo – Chiesa di sant’Andrea- Valmaggiore – Quarona Valsesia (VC) – ph. Giovanni Micheli

Il santo qui è raffigurato di tre quarti mentre procede verso la riva del fiume nell’acque (anche se la parte bassa dell’affresco è davvero molto rovinato). Il suo abito è elegante: la tunica plissettata, una bella cintura in vita con la scarsella, un mantello sulle spalle. Cristoforo impugna il bastone che termina con una fioritura e, con l’altra mano, sorregge il Bambino appoggiato alla sua spalla sinistra. Del Bambino si intravedono l’ampio e svolazzante mantello, il globo del mondo, i piedini incrociati sul petto del santo. Il santo si volge verso il Bambino ma il suo sguardo giunge fino a noi, a proteggerci.

Dunque, un santo in movimento, come in movimento sono i passanti che lo guardano con devozione. Il santo ricambia lo sguardo dei viaggiatori, proteggendoli per una giornata intera dalla mala morte, quella che giunge tanto improvvisa che non permette di prepararsi all’incontro con il Signore con i sacramenti.

Un santo, tre diverse raffigurazioni in tre secoli diversi

Siamo molto lontani dal santo gigantesco e colossale della facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate a Quarona e ancor di più dal santo martire che ci protegge nella sua sacralità nella Chiesa di San Giovanni al Monte. Cambiano le raffigurazioni del santo, ma continua per secoli ad essere affrescato sulle pareti di Quarona e di tutta la Valsesia.

Un invito a Quarona, in particolare a san Giovanni al Monte

Chiudo con un invito a visitare la chiesa di san Giovanni al Monte seguendo le orme della Beata Panacea: è possibile, grazie alle numerose visite guidate, anche in notturna. Si accede alla Chiese al monte con una mulattiera che sale in mezzo ai boschi e si giunge in un luogo di fede, silenzio e arte. Ringrazio Francesca di discoveryaltopiemonte.it

Bibliografia

grazie a Giovanni Micheli per l’immagine