Un artista trecentesco dei Grigioni e San Cristoforo
Sulla strada che da Coira giunge in Italia sono ancora oggi presenti molte immagini di San Cristoforo colossali, con Bambino in braccio e mano sul petto. Come mai sono così simili?
Sulla strada che da Coira giunge in Italia sono ancora oggi presenti molte immagini di San Cristoforo colossali, con Bambino in braccio e mano sul petto. Come mai sono così simili?
Tre colossali San Cristoforo (tra i quali uno dei più antichi, San Cristoforo delle Alpi) nella Val Monastero: una valle divisa fra Alto Adige e Canton Grigioni in Svizzera. Qui San Cristoforo è anche il simbolo della cultura unica medievale, al di là delle vicissitudini ed è le lotte fra gli uomini che hanno costruito confini.
A Locarno, sulla facciata della Chiesa Nuova, c’è un colossale San Cristoforo di stucco del XVII secolo, commissionato da Cristoforo Orelli nel 1630. Un San Cristoforo dal valore personale?
Un San Cristoforo rinascimentale a Monte Carasso: a Bellinzona (Svizzera) colossale, ma sempre più realistico e umano.
Nella Chiesa di Vamlingbo, nel dus dell’isola svedese del Gotland, un San Cristoforo del XIV secolo che invita i fedeli alla conversione. Ma nel cimitero della chiesa, una pietra runica vichinga ci fa ipotizzare un contatto fra san Cristoforo e i vichinghi.