Isola di Gotland: la più grande isola della Svezia, si trova nel Mar Baltico: è caratterizzata da un paesaggio naturale suggestivo, fatto di coste rocciose, i celebri raukar (formazioni calcaree modellate dall’erosione) e una luce particolare che ha reso l’isola meta di artisti e studiosi nel corso dei secoli.

Da secoli è un crocevia di culture e commerci. Fin dal Medioevo la sua posizione strategica ne ha fatto un importante centro mercantile, come testimonia Visby, la città principale. Oltre al ricco patrimonio storico e architettonico, Gotland conserva un patrimonio artistico di grande valore, in particolare nelle numerose chiese rurali sparse per l’isola, decorate con affreschi e opere che testimoniano la vivace committenza religiosa dell’epoca medievale.

Ci concentriamo su una di queste chiese

Vamlingbo. la grande chiesa medievale nell’isola di Gotland

La chiesa di Vamlingbo si trova nella parte meridionale dell’isola svedese di Gotland, nella penisola di Storsudret, ed è una delle chiese medievali più grandi dell’isola. Il primo edificio sacro sul sito era una chiesa in legno, poi sostituita nell’XI secolo da una chiesa romanica in pietra, di cui oggi restano solo alcuni rilievi murati nella parete sud e il fonte battesimale, opera dello scultore noto come Byzantios. L’attuale edificio è una grande costruzione gotica risalente alla metà del XIV secolo.

Chiesa di Vamlingbo
Chiesa di Vamlingbo – Gotland (Svezia) – ph. ArildV

Le dimensioni insolite della chiesa si spiegano probabilmente con la ricchezza della parrocchia in epoca medievale: è stato ipotizzato che, come la chiesa di Lau, potesse essere usata dai frati domenicani per predicare le crociate contro le popolazioni pagane dell’attuale Estonia e Lettonia.

L’interno colpisce per l’alternanza di pietra calcarea rossa e grigia. Sulla parete nord si trova un ciclo di affreschi medievali del XIII secolo che raffigura l’arcangelo Michele mentre pesa l’anima dell’imperatore Enrico.

San Michele pesa l'anima dell'imperatore Enrico
San Michele pesa l’anima dell’imperatore Enrico – Chiesa di Vamlingbo – Gotland (SVEZIA) – ph. Schorle

Sulla parete sud, è raffigurato un colossale San Cristoforo.

San Cristoforo nella chiesa di Vamlingbo

L’immagine di San Cristoforo (Sankt Kristoffer) è un imponente dipinto murale risalente all’inizio del XIV secolo. L’immagine rimase coperta da uno strato di calce, probabilmente a partire dal XVII secolo, e fu riportata alla luce solo negli anni ’60. Si ritiene che tutti gli elementi iconografici rilevanti siano stati preservati. Alto ben sei metri, si tratta della pittura murale più grande tra quelle conservate nella chiesa, una dimensione che riflette la leggendaria statura gigantesca del santo.

Prima di guardarlo con attenzione, ricordiamo che questa non è la prima raffigurazione del santo in Scandinavia. egli appare almeno nei dipinti del XIII secolo che si trovano nelle regioni della Scania (allora parte della Danimarca, oggi in Svezia) e sulle isole danesi di Lolland e Falster. Queste opere sono apparse leggermente più tardi rispetto a simili raffigurazioni presenti nell’Europa continentale. Il santo è raffigurato in modo frontale e statico e fra i loro piedi non è raffigurata la fauna marina.

Ed ora torniamo alla raffigurazione di Vamlingbo.

San Cristoforo
San Cristoforo – Chiesa di Vamlingbo – Gotland (SVEZIA) – ph. Lennart Karlsson/Statens historiska museum.

San Cristoforo attraversa il fiume

Il santo è raffigurato in posizione eretta mentre attraversa un fiume camminando verso destra (direzione est). Porta il Bambino sul braccio sinistro, leggermente scostato dal corpo, davanti a sé; i due sembrano scambiarsi uno sguardo. Questa raffigurazione ci pare strana, ma è in relazioni alle immagini coeve, che raffiguravano Cristo portato sul braccio dal santo.

San Cristoforo col Bambino in braccio
San Cristoforo – Salterio di Westminster – 1250
Un grande san Cristoforo con il Bambino sul cuore
San Cristoforo – Taufers in Munstertal (BZ) – ph. Sidonius
San Cristoforo con Cristo adulto capitello
San Cristoforo – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Rosas, Lúcia. 2016

Il bastoncino nelle mani di Cristoforo

A Vamlingbo con la mano destra Cristoforo impugna un lungo bastone sottile e dritto, inclinato in avanti, che tocca il fondo del fiume. Non vi si appoggia, dunque: in questa raffigurazione non viene enfatizzato il peso del Bambino e, quindi, la fatica del santo nel sostenerlo.

La fauna acquatica

La parte inferiore del dipinto è ricca di dettagli vivaci: ai piedi del santo l’acqua è resa attraverso onde, numerosi pesci stilizzati e una sirena, posta sulla sinistra (dispettosa, punge il piede del santo con una bacchetta). Si tratta di una delle prime rappresentazioni scandinave del santo inserita in un ambiente acquatico così caratterizzato. Wilhelm Östberg sostiene che l’insieme di questi elementi conferisca alla scena un aspetto giocoso e leggero. Senz’altro, comunque, il pittore ha voluto sottolineare l’elemento narrativo: il cammino del santo in mezzo a tanti ostacoli e tentazioni. La presenza della sirena e del suo gesto, in particolare, ci spinge a pensare alla natura spirituale di questo percorso-

Una novità: la posizione dell’affresco

La figura è incorniciata da un arco decorato con viticci e motivi fogliacei in uno stile che richiama le decorazioni delle volte del soffitto della chiesa. Ma è la sua posizione a colpirci. L’opera occupa la parete settentrionale del coro, una collocazione insolita poiché simili raffigurazioni si trovavano solitamente nella navata, vicino all’ingresso. Proprio per le sue dimensioni e la sua posizione, il dipinto risulta uno degli elementi visivi più dominanti per chi entra nell’edificio, visibile anche a grande distanza.

Per capire il perché di questa collocazione, seguiamo le interessanti riflessioni di Cecilia Hildeman Sjölin. La studiosa parte dalla considerazione che la scelta di raffigurare il santo sulla parete settentrionale del coro suggerisce un cambio di funzione: non più solo un “talismano” all’entrata (o all’uscita) della chiesa, ma un segnale che orienta lo sguardo verso il cuore della chiesa.

Il valore battesimale dell’immagine di san Cristoforo

Dicevamo che i San Cristoforo svedesi precedenti rivelano un aspetto diverso: sono statici e fra i loro piedi non è raffigurata la fauna marina. Qui il santo procede con il Bambino verso l’altra riva, verso la salvezza per il bambino (di cui Cristoforo non conosce ancora l’identità) e verso la propria conversione, siglata dal Battesimo. Questo significato è visibile, ad esempio, nell’immagine nell’isola di Mon: il santo è raffigurato proprio sopra al battistero.

San Cristoforo sopra fonte battesimale
Saint Christopher.. Chiesa di Fanefjord , Mön, Danimarca. 1350. – ph. Lars Berggren.

Ma dalla posizione del San Cristoforo di Vamlingbo forse possiamo ricavare qualcosa di più.

Il valore eucaristico dell’immagine di san Cristoforo

La pittura si trova nel coro, subito accanto a una nicchia ricavata nel muro, identificata come il tabernacolo in cui viene custodita l’Eucaristia: una vicinanza fisica che crea un’associazione diretta tra il santo e la presenza reale di Cristo nel sacramento.

La studiosa evidenzia un legame metaforico costruito sull’immagine del sollevamento: così come San Cristoforo solleva il Bambino Gesù per trasportarlo, il sacerdote compie durante la messa il gesto dell’elevazione dell’ostia. La pittura diventa così una sorta di amplificatore visivo di questo momento liturgico fondamentale: le sue dimensioni e la sua collocazione servono a catturare lo sguardo dei fedeli fin dalla navata, guidandolo verso il sacramento custodito nel coro.

San Cristoforo
San Cristoforo – Chiesa di Vamlingbo – Gotland (SVEZIA) – ph. Lennart Karlsson/Statens historiska museum.

Questa immagine sarebbe stata dipinta in un momento ben preciso. Nelle chiese medievali svedesi, infatti, il coro era lo spazio riservato all’Eucaristia a cui potevano accedere solo i membri del clero. È possibile che l’immagine venga realizzata proprio nel momento in cui ai fedeli viene concesso di entrare nel coro per ricevere la comunione: in tal caso, il santo protettore dei viaggiatori diventa un invito perfetto a intraprendere il cammino nella chiesa per ricevere la Comunione. che va oltre il confine simbolico segnato dalla conversione e dal rinnovamento spirituale operati dai sacramenti, dal Battesimo all’Eucaristia.

San Cristoforo, patrono di viaggi fisici e spirituali

San Cristoforo si configura così come un santo che invita al cammino non solo fisico, ma anche spirituale: invita alla conversione, tramite il richiamo al Battesimo, e al rinnovamento spirituale continuo, tramite il richiamo all’Eucarestia.

San Cristoforo protettore dei Vichinghi?

Un’ultima suggestione: nel cimitero della chiesa di Vamlingbo è stata scoperta nel 1989 una pietra runica vichinga. (sono pietre con incisioni runiche: citano gli scandinavi che parteciparono a spedizioni vichinghe. Scritte in lingua norrena, utilizzano l’alfabeto fuþark recente).

La pietra di Vamlingbo fu eretta in memoria di un uomo morto mentre viaggiava ad ovest con vikingum o i Vichinghi, così dice: uatar : auk … hilkaiR : raistu : stain : iftir … hailka … f-þur : sin : hn : uahR -istr : farin miþ uikikum, cioè “Hvatarr e Heilgeirr(?) eressero la pietra in memoria di Helgi, loro padre. Egli viaggiò ad ovest con i Vichinghi”.

Pietra runica vichinga – Chiesa di Vemblingbo – Gotland (Svezia) – ph. Berig

Datata al 1050-1080 ca., ci parla del legame fra questo luogo e il viaggio, proprio nel momento in cui si assisteva alla cristianizzazione dei Vichinghi e, forse, alla prima diffusione della devozione a San Cristoforo in Scandinavia e nei paesi baltici: chi meglio di lui poteva proteggere un popolo di viaggiatori?

Bibliografia

  • Hildeman Sjöl, Cecilia. 2017. «Kristofferbilden i Vamlingbo kyrkas kor  Sakrament, rörlighet och gränser». Nordic Review of Iconography, fasc. 1/2: 26–47.
  • Wilhelm Östberg, Vamlingbo kyrka. Färgen, rymden, ljuset July 2018 Hoburgs församling, Svenska kyrkan
  • Quando la Svezia divenne cristiana När Sverige blev kristet
  • Pietre runiche vichinghe, in Wikipedia