San Cristoforo rinascimentale nel Canton Ticino a Monte Carasso
Un San Cristoforo rinascimentale a Monte Carasso: a Bellinzona (Svizzera) colossale, ma sempre più realistico e umano.
Un San Cristoforo rinascimentale a Monte Carasso: a Bellinzona (Svizzera) colossale, ma sempre più realistico e umano.
Nella Chiesa di Vamlingbo, nel dus dell’isola svedese del Gotland, un San Cristoforo del XIV secolo che invita i fedeli alla conversione. Ma nel cimitero della chiesa, una pietra runica vichinga ci fa ipotizzare un contatto fra san Cristoforo e i vichinghi.
A Brione Verzasca un san Cristoforo bizantineggiante con due nobili committenti ai suoi piedi,. è gemello dei san Cristoforo della sponda orientale del Lago di Como (Pognana e Moltrasio). Come mai?
Sono moltissime le immagini di san Cristoforo a Bellinzona, terra di grandi strade e di grandi (e piccoli) fiumi: a Giubiasco, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Ravecchia
Sono molte le raffigurazioni della vita e del martirio di Cristoforo che abbiamo incontrato e che incontreremo. Testimoniano un interesse per il santo che va oltre l’immagine iconica dell’attraversamento del fiume. Il loro numero non è però paragonabile alla capillare diffusione che ha avuto l’immagine del traghettatore, al punto che possiamo dire che il martirio di san Cristoforo è quasi obliato nella devozione popolare, a meno di particolari culti locali.
Se risalissimo il Maira, giungeremmo in Francia, come i viandanti medievali. Allora affidiamoci anche noi al santo protettore dei pellegrini, san Cristoforo che possiamo vedere ancora oggi a Marmora, Tsroppo, Macra, Camoglieres, Savigliano, Cavallermaggiore)
Le raffigurazioni di san Cristoforo tra Monviso e Torino (Crissolo, Barge, Saluzzo, Villafranca Piemonte, Piobesi Torinese), seguendo il corso del Po, ci fanno ricostruire la storia della sua devozione nel corso di ameno cinque secoli. dal XV al XX.
Meraviglioso il frontale di un altare dipinto all’inizio del XIV secolo dal Maestro di Soriguerola. Cinque scene della vita e del martirio di san Cristoforo, il portatore di Cristo adulto.
Nel momento del passaggio del fiume,
un eremita assiste alla scena, illuminando con la lanterna il cammino di san Cristoforo. Altre volte prega per lui.
Sulle strade medievali erano punti di accoglienza e protezione, gli hospitia o hospitali. Erano le confraternite a prendersi cura dei malati. Sugli Hospitali del Tagliamento, ci sono moltissime immagini di san Cristoforo.
San Cristoforo protegge i viaggiatori dalla morte improvvisa ed è invocato con preghiere e formule. Lo vediamo a Piobesi Torinese.
Sulla facciata del Duomo di Gemona, un colossale san Cristoforo, collegato al solstizio e alla canicola, domina la città, più volte rinata dalle macerie del terremoto.
A Verona, dal XIII secolo, san Cristoforo è uno dei santi protettori della città. Per questo sono presenti moltissime attestazioni, a partire dalla Basilica di san Zeno Maggiore.
Sul monumento funebre di Bernabò Visconti, anche san Cristoforo assiste ad un’ipocrita cerimonia funebre.