Nel distretto di Porto, a Vila do Conde, sorge la Chiesa di São Cristóvão de Rio Mau, un edificio romanico classificato Monumento Nazionale dal 1910. Tra le sue pietre custodisce qualcosa di straordinario: un capitello che potrebbe essere una delle più antiche raffigurazioni conosciute di San Cristoforo mentre porta il Bambino Gesù. Sarebbe coevo del capitello di san Jacoopo in Porticaia di cui abbiamo già parlato in un post.

São Cristóvão di Rio Mau: il gioiello romanico dimenticato del Portogallo

Chiesa romanica Portogallo
Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Vitor Oliveira

La chiesa è tutto ciò che rimane di un antico monastero fondato nell’XI secolo dai Canonici Regolari di Sant’Agostino. La prima menzione scritta risale al 1103, ma la fondazione è probabilmente ancora più antica; il vescovo Pietro (1085.1089) la cita con la dedicazione di Sancto Christoforo de Ribulo Malo. Abbiamo poi un’iscrizione del 1151, su cui torneremo. Nel 1443 il monastero venne soppresso e i suoi beni passarono all’abbazia vicina di São Simão da Junqueira. Le dipendenze conventuali furono demolite; per fortuna la piccola chiesa sopravvisse, e oggi la troviamo quasi intatta.

L’architettura: semplicità e maestria

L’edificio è romanico puro: navata unica con copertura in legno e abside rettangolare voltata. La struttura è sobria, persino austera. Ma è proprio in questo contrasto tra la semplicità della navata e la ricchezza decorativa dell’abside che risiede il fascino del monumento. La ricostruzione dell’abside iniziò nel 1151 — lo attesta un’iscrizione ancora visibile — e rivela una fortissima influenza dell’arte galiziana, in particolare della scuola di Tui.

I portali: un libro di pietra

La parte più affascinante della chiesa sono i portali, che raccontano storie per immagini con la forza tipica dell’iconografia medievale.

Portale – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph. Vitor Oliveira

Il portale laterale nord presenta un timpano con un drago e un grifone affrontati: simbolo della lotta eterna tra il bene e il male, tra Cristo e il diavolo.

Portale – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – Di Alegna13

Il portale principale è ancora più articolato: al centro campeggia un vescovo in atteggiamento benedicente — quasi certamente Sant’Agostino — affiancato da due diaconi. Ai lati, un uccello con il sole e una sirena che regge la luna completano la scena, con tutta la simbologia agostiniana che questi elementi portano con sé.

I misteriosi capitelli della cappella maggiore

Eppure per noi ancora più interessanti sono i capitelli della cappella maggiore, in particolare un capitello con le tre facce scolpite.

Capitello con uomo che suona la viola
Capitello – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Rosas, Lúcia. 2016
Capitello – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Mário Novais
San Cristoforo con Cristo adulto capitello
San Cristoforo – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Rosas, Lúcia. 2016

L’immagine più celebre è quello del lato sud dell’arco trionfale. Sulla faccia rivolta verso l’assemblea, un personaggio barbuto suona uno strumento a corda con l’archetto — una viola medievale — nella posa inconfondibile del giullare, il cantastorie itinerante che diffondeva leggende e romanzi cavallereschi.

Sulla faccia centrale, due figure reggono per le braccia un terzo personaggio che appoggia le mani sul petto, in una posa che evoca quella di un cadavere.

Sulla faccia verso l’altare, infine, un uomo sorregge con delicatezza una figura avvolta in panni.

Accanto a queste scene figurate, gli altri capitelli presentano motivi vegetali e animali di grande finezza, con fregi decorativi e modiglioni.

Ciò che colpisce, stando davanti a questi blocchi di granito lavorati a mano, è la consapevolezza che questi scultori non erano semplici artigiani: conoscevano la tradizione iconografica del loro tempo, dialogavano con le botteghe galleghe e portoghesi e sapevano come raccontare una storia in pochi centimetri di pietra.

Una morte e un compianto?

Quale interpretazione dare, dunque? Molti studiosi vi leggono una narrazione in sequenza — forse una scena di morte e compianto tratta dal repertorio orale dell’epoca — raccontata con una sobrietà che non esclude la commozione. Eppure sono state proposte altre letture dei capitelli, molto interessanti per noi.

San Cristoforo: immagini fuori dal comune

Uno strano traghettatore

San Cristoforo con Cristo adulto capitello
San Cristoforo – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Rosas, Lúcia. 2016

La scena scolpita mostra un uomo che tiene un altro fra le braccia. Questa immagine è stata collegata dagli studiosi, già a partire dal Porter ne 1928 (ipotesi poi rilanciata da Rosenfeld nel 1937, da Almeida nel 1986 e ampiamente discussa da Rosas), a san Cristoforo, il patrono della chiesa. La prima particolarità che balza all’occhio è che il santo non trasporta il Bambino che siamo abituati a vedere nelle immagini successive. Qui Gesù appare come un adulto, sorretto non sulla spalla del santo (come diventerà canonico dopo la Legenda Aurea), ma tra le sue braccia.

Altri dettagli arricchiscono la scena: il santo indossa un elmo, richiamo alla sua origine di soldato-martire, mentre il Cristo stringe con entrambe le mani una verga — simbolo, secondo lo storico Carlos Alberto Ferreira de Almeida, della sua autorità divina e del potere regale sul mondo.

San Cristoforo porta il Cristo adulto

Un’iconografia, dunque, molto diversa da quella cui siamo abituati, e per questo motivo per lungo tempo il santo non è stato riconosciuto. Ma le particolarità del santo hanno una ragione precisa: questo capitello è stato scolpito prima della Legenda Aurea. Ed è stata proprio la Legenda Aurea a consacrare san Cristoforo come il portatore di Cristo ancora Bambino. Ma non fu sempre così: anzi, per tutto il XIII e il XIV secolo sono presenti anche altre immagini di san Cristoforo con il Cristo adulto in braccio (come a Taufers in Munstertal, in Alto Adige) o come il Bambino appoggiato sul braccio, come nelle rappresentazioni dell’Inghilterra e del Galles.

Un grande san Cristoforo con il Bambino sul cuore
San Cristoforo – Taufers in Munstertal (BZ) – ph. Sidonius Di Sidonius
San Cristoforo col Bambino in braccio
San Cristoforo – Salterio di Westminster – 1250

La chiesa di san Cristoforo a Rio Mau, dell’XI secolo, dunque, custodirebbe uno dei prototipi più antichi al mondo di questa raffigurazione.

Anche gli altri capitelli della cappella maggiore potrebbero riferirsi alla storia del santo.

Un giullare che suona la viola

Capitello con uomo che suona la viola
Capitello – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Rosas, Lúcia. 2016

Il capitello sul lato sud dell’arco trionfale presenta, dunque, una figura di un giullare intento a suonare una viola. Forse non si tratta di una semplice scena cortese, ma di un riferimento ad un episodio della vita del santo. Quando ancora il santo si trova a corte del re, un giullare canta una canzone che parla del diavolo ed il re si spaventa. Da questo momento Reprobo-Cristoforo decide di andare alla ricerca del diavolo, pensando che sia il signore più potente del mondo. La stessa scena è dipinta nel XV secolo da Martin de Soria: eppure ecco anche qui l’immagine di un giullare che suona la viola.

Banchetto il re e San Cristoforo
Cristoforo lascia il re – Martin de Soria – Saragozza – XV secolo – (oggi Art Institute of Chicago)

Potrebbe anche essere presente qui il riferimento è a un episodio della Passio latina del santo (BHL 1764): mentre i soldati cercano di arrestare il santo, avviene un miracolo della moltiplicazione dei pani. San Cristoforo, allora, intona salmi di ringraziamento. Allora nel capitello è raffigurato Cristoforo mentre salmodia sulla viola?

L’arresto di san Cristoforo

Anche il capitello vicino sarebbe relativo alla storia di San Cristoforo: ritrarrebbe la sua cattura.

Capitello – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Mário Novais (1899-1967) Biblioteca de Arte / Art Library Fundação Calouste Gulbenkian

Il santo si trova in balia di tre soldati e si afferra il polso — un gesto di dolore impotente tipico della sensibilità romanica — mentre viene trascinato verso il martirio. Tra l’altro, la stessa immagine di un uomo che si afferra il polso è presente in altre chiese iberiche dedicate al santo (a Burgos e a Segovia).

Tra i dettagli più misteriosi del capitello c’è anche l’elmo. Può essere interpretato come uno degli strumenti di tortura utilizzati contro Cristoforo: la scultura lo riproduce con piccoli triangoli che evocano le fiamme, a testimonianza delle torture subite.

Il tema iconografico di san Cristoforo permetterebbe di dare significato anche altri due capitelli della cappella: uno rappresenta un leone che minaccia proprio l’uomo che ne porta un altro in braccio, mentre l’altro capitello raffigura una barca con tre figure.

Lo scontro fra il santo e il diavolo

Capitello – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Rosas, Lúcia. 2016

Si trova proprio sopra san Cristoforo il leone che sfida con fare aggressivo il santo: esso è intrepretazto come il demonio contro cui lotta san Cristoforo e, in generale, ogni santo martire.

Il “Fiume Cattivo” e il fondatore

E, infine, sui capitelli della parete sud appare una barca con tre figure, riferimento diretto alla protezione che il santo offriva contro le inondazioni. Il particolare, presente in una passio latina, è collegato al fatto che la presenza della tomba del martire salvò la città in cui era sepolta da un’inondazione e la protesse per sempre. Il luogo in cui sorge la chiesa portoghese aveva a che fare con un fiume impetuoso, come si può ricavare dal toponimo Ribulo Malo — letteralmente “fiume cattivo”.

Capitello con tre uomini in barca
Capitello – Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Rosas, Lúcia. 2016

Allo stesso modo termina la Passio irlandese del santo:

However a certain Peter gave a price for the body of Christopher, and took it with him to his city. There was a stream which damaged the city, and the body was buried facing the onset of the stream, and after that the stream did no more harm to the city

Risulta interessante notare un altro aspetto, cioè il nome del prete che seppellì il corpo di Cristoforo, Pietro. Questo ci permette di illuminare in modo diverso il senso dell’iscrizione presente nella chiesa.

Iscrizione- Chiesa di san Cristoforo – Rio Mau (Portogallo) – ph Costa, Marisa. 1985

L’iscrizione è stata, trascritta da Carlos Alberto Ferreira de Almeida, dice:

In Era / M Ca LXXXVIIII / PETRUS DIDACI INDIGNUS / SACERDOS CEPIT / EDIFICARE ECCLE / SIAM ISTAM/ In HONORE(m) S(an)C(t)I / XPOtoFORI MartyRIS

Pietro Dias, dunque, si definisce “indegno sacerdote”. Eppure forse in lui hanno giocato almeno due stratificazioni simboliche. C’è un Pietro quello che nelle leggende irlandesi recupera le reliquie del santo e c’è un presbiter Petrus che nella Passio latina battezza Cristoforo. Fondando la chiesa, Pedro Dias sembra voler incarnare entrambi — colui che introduce il culto nel territorio portoghese e colui che, attraverso l’immagine, protegge la comunità dalle inondazioni.

Altre interpretazioni

La ricostruzione dgli studiosi, riordinata e consolidata da Lucia Rosas, sembra convincente, anche se restano comunque parecchi dubbi. Altre ipotesi sono state fatte, come riporta la scheda del Pesquisa.

Da un episodio della Chanson di Roland, all’evocazione di San Cristoforo, passando per l’allusione a un attacco vichingo (RODRIGUES, 1995, p.275) o al disastro di Badajoz di D. Afonso Henriques (OLIVEIRA, 1964), non è ancora stato possibile raggiungere un consenso e, altrettanto importante, una lettura che faccia parte del più ampio insieme iconografico.

Tutto questo, lungi dal deluderci, rende davvero affascinante il percorso di studi storici che ci permette di godere di veri e propri capolavori.

Chiudo con una fotografia della chiesa del 1918.

Frontone della chiesa con statua di san Cristoforo
Chiesa di san Cristoforo (in una fotografia del 1918)- Rio Mau (Portogallo) – ph Costa, Marisa. 1985

Sulla facciata è posizionata, sotto la statua di sant’Agostino, una statua di san Cristoforo. è forse la stessa che ancora oggi viene portata in processione in occasione della festa patronale di san Cristoforo, protettore di Rio Mau di Vila de Conde?

Bibliografia

Prima di tutto segnalo il testo che mi ha guidato in questa lettura:

Rosas, Lúcia. 2016. «PASSIO CHRISTOFORI: A LENDA DE S. CRISTÓVÃO NA IGREJA DE RIO MAU VILA DO CONDE». Genius Loci: lugares e significados = places and meanings. Vol.1 1

Ecco altra bibliografia.

  • Costa, Marisa. 1985. «A_Igreja_de_Sao_Cristovao_de_Rio_Mau». Boletim cultural da camaara municipal de Vial do Conde, fasc. 15/16 (dicembre).
  • Rosas, Lúcia. 2016. «PASSIO CHRISTOFORI: A LENDA DE S. CRISTÓVÃO NA IGREJA DE RIO MAU VILA DO CONDE». Genius Loci: lugares e significados = places and meanings. Vol.1 1.
  • Sousa, Luís Correia de. 2005. «Iconografia musical na escultura Românica em Portugal». Medievalista. Online, fasc. 1 (gennaio). https://doi.org/10.4000/medievalista.920.
  • RODRIGUES, Jorge, 1995, “O mundo românico (séculos XI-XIII)”, História da Arte Portuguesa, vol.1, Lisboa, Círculo de Leitores, 1995, pp.180-331
  • OLIVEIRA, António de Sousa (Júnior) Um passo da história portuguesa num capitel românico”, Bracara Augusta, vol. 16-17, pp.149-155
  • ROSENFELD, Hans-Friedrich. 1937. Der hl. Christophorus, seine verehrung und seine legende: Eine untersuchung zur kultgeographie und legendenbildung des mittelalters. Åbo akademi.