Capitelli del XII secolo e san Cristoforo che porta Gesù
Fino al XII secolo, San Cristoforo è stato raffigurato come un re e senza Bambino.
Il Rosenfeld, autore di un importantissimo saggio sul nostro santo, identifica tra le più antiche raffigurazioni di san Cristoforo con il Bambino due capitelli del 1150, uno a Rio Mau, Portogallo, l’altro conservato nel Museo San Matteo di Pisa, proveniente dalla chiesa di San Jacopo in Orticaia.


Oggi cominciamo con il capitello pisano; in un prossimo post parleremo di quello portoghese.
San Cristoforo e il Bambino che gli sussurra all’orecchio: a Pisa
Da San Jacopo in Orticaia al Museo Nazionale di San Matteo di Pisa
Il capitello proviene dalla chiesa di San Jacopo in Orticaia (nota anche come chiesa fuori della Porta alle Piagge), un importante edificio suburbano di Pisa risalente al XII secolo. Fu rimosso dalla chiesa durante i restauri del XVII o XVIII secolo e finì in un orto vicino, dove fu rinvenuto e donato a Carlo Lasinio all’inizio del XIX secolo. Il capitello è ora conservato presso il Museo Nazionale di San Matteo di Pisa.
Una datazione controversa
Dovrebbe essere stato realizzato nel 1150; tuttavia, alcuni elementi stilistici suggeriscono una datazione leggermente più tarda, verso la fine del XII secolo. In ogni caso, la sua iconografia rimane in parte enigmatica, soprattutto per le scene complesse che decorano il resto del capitello.
Ecco il capitello ripreso dai quattro lati: le due immagini più grandi, di Francesco Bini, sono quelle volto di San Cristoforo (con il Bambino che gli sussurra all’orecchio).





San Cristoforo e il Bambino
Il capitello pisano presenta una composizione articolata. Su uno degli spigoli principali compare una testa barbuta identificabile con Cristoforo: il gigante sostiene con una mano il bastone fiorito e con l’altra il Bambino Gesù, raffigurato mentre gli sussurra qualcosa all’orecchio.
Teste barbate e strane aggressioni
La scena che si svolge intorno risulta, però, non facilmente leggibile, a partire dall’uomo seduto con le gambe raccolte che tocca con la mano sinistra la palma di San Cristoforo o dal ragazzo ai cui capelli si aggrappa il Bambino. Altre teste barbate, deformate o capovolte, sono aggredite o tentate da figure demoniache. Tra i dettagli più significativi si notano tralci vegetali che fuoriescono dalla bocca di una figura rovesciata e si avvicinano in modo seducente, oppure personaggi che tirano capelli e barbe in gesti violenti, forse guidati da un serpente.
Cristoforo protegge dalla morte o è un modello morale?
Secondo Milone, l’immagine di San Cristoforo, combinata con le altre, avrebbe un valore salvifico e apotropaico: richiamerebbero la protezione offerta dal santo, molto venerato nel Medioevo anche per la credenza che la sua immagine possa preservare dai pericoli.
Tuttavia, è possibile leggere il programma figurativo in modo diverso. Più che una semplice funzione protettiva, il capitello potrebbe proporre un modello morale: Cristoforo si salva perché accoglie il peso di Cristo e ascolta i suoi consigli, mentre chi si lascia trascinare dalle tentazioni – rappresentate con forza espressiva nelle altre scene – finisce sopraffatto dal male.
Se questa interpretazione è corretta, ci troviamo di fronte a una fase iniziale dell’iconografia del santo, ancora fortemente simbolica. In pratica, siamo in una fase ancora precedente alla diffusione della leggenda del traghettatore. L’immagine non illustrerebbe, dunque, la celebre leggenda, quanto piuttosto il significato stesso del nome “Cristoforo”, cioè “colui che porta Cristo”.
Non si può escludere, anzi, che la leggenda si sia sviluppata solo in seguito, proprio a partire da rappresentazioni di questo tipo. In questo modo si invertirebbe il rapporto letteratura agiografica – raffigurazione.
Bibliografia
- Tigler, Guido. 2019. «Questioni di scultura: i reperti lapidei romanici provenienti da Santa Maria di Follonica e il crocifisso ligneo gotico detto del beato Brandano in San Leonardo.» In Le chiese di Montefollonico. Arte e storia.
- A. Milone, cat. 28, in I marmi di Lasinio. La collezione di sculture medievali e moderne nel Camposanto di Pisa, Catalogo della mostra (Pisa, Camposanto Monumentale, 30 luglio-31 ottobre 1993), a cura di C. Baracchini, Firenze, S.P.E.S., 1993
- Rosas, Lúcia. 2016. «PASSIO CHRISTOFORI: A LENDA DE S. CRISTÓVÃO NA IGREJA DE RIO MAU VILA DO CONDE». Genius Loci: lugares e significados = places and meanings. Vol.1 1.
