Pueri in crumena deleantur

San Cristoforo sulla facciata di un palazzo in Polonia

Sulla facciata di un palazzo del mercante Christopher Przybyło a Kazimierz Dolny (Polonia), svetta una grande raffigurazione di San Cristoforo. In realtà, le case sono due e risultano accostate: i proprietari erano i ricchi fratelli Mikołaj e Krzysztof Przybyła ed hanno decorato le case popolari con le immagini dei loro santi patroni. Le case “fuse insieme” presentano un’identica disposizione delle facciate L’edificio, completato nel 1615 sulla piazza del mercato cittadina. rappresenta l’apice di un processo di adattamento dello stile rinascimentale in Polonia, trasformato dalla mano di artigiani locali in forme popolari e riccamente ornamentate. Sebbene il palazzo sia costruito in pietra calcarea locale, la facciata è interamente rivestita di stucco (un impasto architettonico), che permetteva una modellazione plastica ed elaborata.

Case Przybyłów
Kamienice Przybyłów Pod Świętym Mikołajem i Pod Świętym Krzysztofem – Kazimierz Dolny, (Polonia) – inizio XVII secolo – ph. Jacek Karczmarz

Un patrono dei pellegrini, ma anche personale

San Cristoforo, patrono dei mercanti e dei viaggiatori, era invocato come protezione contro la peste e la morte improvvisa. Si credeva che la semplice visione della sua immagine garantisse protezione per l’intera giornata. Ma ovviamente il rilievo celebrava anche il proprietario, raffigurando il santo di cui portava il nome. Segnalava la sua identità civica, il suo successo commerciale e il suo status di cittadino pio e affidabile in una città che era sia un importante porto fluviale che un centro di pellegrinaggio.

Ma guardiamolo da vicino.

San Cristoforo di stucco
San Cristoforo – Palazzo Kamienice Przybyłów Pod Świętym Krzysztofem (Sotto san Cristoforo- Kazimierz Dolny, (Polonia) – inizio XVII secolo – ph. Szymon Staniec

Il rilievo domina il piano nobile dell’edificio e misura 3,87 metri d’altezza. Seguendo la tradizione della Legenda Aurea, Cristoforo è raffigurato come un gigante barbuto che trasporta il Cristo Bambino sulla spalla. Utilizza un tronco d’albero come bastone e cammina in uno specchio d’acqua dove nuotano pesci e aragoste (o gamberi) ai suoi piedi. Appesa alla cintura del santo si trova una borsa contenente tre piccole figure umane (fanciulli o pellegrini). Questo dettaglio, noto come pueri in crumena, è rarissimo ed è l’unico esempio ancora esistente in tutta la Piccola Polonia (Małopolska).

Pueri in crumena: La borsa che conteneva l’umanità

La riscoperta di questa bizzarria iconografica ci porta ad analizzare documenti d’archivio e così scopriamo che nella Piccola Polonia — in località come Lipnica Wielka, Zborowice e Czarny Dunajec — il santo non portava solo il Bambino, ma anche tutti gli uomini, in particolare dei fanciulli. Non si trattava di un errore di un pittore provinciale, ma di una declinazione estrema di un motivo che aveva radici illustri: nel XV secolo, artisti del calibro del  Maestro E.S.  e persino  Albrecht Dürer  avevano dotato il santo di una borsa, ma come semplice accessorio del santo portatore e viaggiatore. Nel XVI secolo, vennero aggiunti i bambini.

A Lipnica Wielka, il committente di tali opere era probabilmente  Krzysztof Pieniążek , un nobile che si fregiava del titolo di  miles hierosolymitanus  (cavaliere di Gerusalemme). Da pellegrino che aveva sfidato i pericoli del viaggio verso la Terrasanta, Pieniążek desiderava forse un patrono, capace di offrire un rifugio fisico e spirituale ai viaggiatori.

Ma se andiamo a Lipnica Wielka, non troviamo più questa immagine di san Cristoforo.

La scure di Januszowski: Il censore della Controriforma

Se oggi l’immagine di Lipnica Wielka (ma anche quelle di Zborowice e Czarny Dunajec) ci sono precluse, è a causa di una vera e propria operazione di pulizia. Tra il 1607 e il 1608, l’arcidiacono di Sącz,  Jan Januszowski , visitò le chiese della regione con il piglio di un ispettore inquisitorio. Erano gli anni della Controriforma: il Concilio di Trento e le rigide  Instructiones  di San Carlo Borromeo non ammettevano distrazioni. Le immagini sacre dovevano essere chiare, dogmatiche e prive di elementi  apocrypha, inepta, curiosa  Januszowski non ebbe pietà per la creatività popolare. Il suo verdetto era perentorio: “Pueri in crumena… deleantur”  (I bambini nella borsa. .. siano cancellati).

Oltre i confini: una moda centroeuropea

Dunque, l’immagine vennee cancellata.

Ma i casi polacchi non erano gli unici. L’iconografia era diffusa nel Centro Europa, come troviamo attestato in almeno due immagini.

A Zepperen (Belgio, 1509), in un affresco, dalla borsa spunta un uomo e una donna velata, mentre un suonatore di cornamusa è seduto direttamente sulla cintura.

Una scultura di Dries Holthuys ad Emmerich (Germania, 1500 circa) mostra la testa di un bambino che emerge dalla borsa, con un secondo piccolo passeggero stretto sotto l’ascella del gigante.

San Cristoforo con sirena eremita quercia e pellegrini alla cintura
San Cristoforo – Chiesa di santa Genoveffa – Zepperen (Belgio) – ph. Vandevorst, Kris
San Cristoforo – Museo del Reno – Emmerich (Germania) – XV secolo – ph. in Rheinmuseum-Emmerich

Oltre i confini: anche in Spagna

In Spagna, esiste un’iconografia simile, una variante affascinante e quasi esclusiva del tema del “trasporto”: invece di utilizzare una borsa, gli artisti spagnoli usavano ritrarre minuziose figure umane infilate direttamente sotto la cintura del santo. Questa particolare tradizione iconografica, circoscritta quasi interamente al territorio iberico, vanta esempi notevoli come il retablo del XIV secolo proveniente da San Millán (oggi al Museo del Prado), dove due giovani uomini viaggiano proprio “a bordo” della cintura del gigante. In altri casi, come nelle pitture dell’eremo di San Pedro de la Zarza ad Aroche o nel monastero di Santa Clara a Moguer, il numero di questi piccoli passeggeri sale addirittura a cinque. La stessa iconografia era presente nel perduto affresco di Juan Sánchez de Castro a Siviglia (1484).

San Cristoforo – Retablo di san Cristoforo – Museo del Prado- Madrid

Abbiamo già visto alcune riproduzioni con questa iconografia. E ne parleremo ancora.

Il significato nascosto: protezione o forza bruta?

Perché infilare dei bambini in una borsa? La storiografia dell’arte oscilla tra diverse interpretazioni affascinanti.

Il santo che trasporta i pellegrini

Lo studioso Konrad Richter mette in relazione questo motivo con un poema tedesco dell’inizio del XV secolo. In questo testo, il santo si vanta della propria forza dichiarando di essere pronto a trasportare contemporaneamente ben cento bambini. Lo studioso suggerisce che tale raffigurazione servisse a illustrare concretamente il lavoro del santo come portatore. L’obiettivo era mostrare visivamente come il gigante potesse svolgere il suo compito di trasportare i pellegrini attraverso il fiume.

San Cristoforo patrono dei viaggiatori

La studiosa Christina Ceulemans afferma che questo tema iconografico deve essere interpretato nel contesto del ruolo di san Cristoforo come protettore e patrono dei viaggiatori

San Cristoforo come Madonna della Misericordia

La tesi di Marta Sztwiertnia interpreta il motivo della scarsella (crumena) con le piccole figure umane come una manifestazione del ruolo protettivo di san Cristoforo. La scarsella contenente le figure umane simboleggia il rifugio sicuro che i viaggiatori trovano accanto al santo. Questa protezione non riguarda solo il viaggio fisico, ma è intesa in senso allegorico come il cammino attraverso la vita. Molto suggestivo il paragone fra questa raffigurazione e le immagini della “Mater Misericordiae” (la Madonna della Misericordia), che accoglie e protegge i fedeli sotto il proprio manto.

Il curioso caso del monaco pescatore

A Lipnica Wielka, la scure di Januszowski colpì anche un altro dettaglio: il  “monachus capiens pisces”  (un monaco che pesca) ai piedi del gigante. Si trattava di una tipica “scena di genere”, un frammento di vita quotidiana che trasformava l’icona sacra in un paesaggio fluviale brulicante di vita.

Tra l’altro, il particolare è presente anche in altre immagini, anche se non sempre si tratta specificamente di un monaco.

Tomkowicz ipotizzò che l’immagine di Kazimierz Dolny potesse essere stata percepita dai visitatori ecclesiastici come una sottile allusione satirica all’avidità del clero.

In ogni caso, per il rigore dell’arcidiacono Januszowski, quel monaco con la canna da pesca era una irriverenza mondana che andava eliminata. E così fu.

San Cristoforo con i bambini nella borsa resiste

Un’ultima considerazione: le disposizioni rigide di Januszowski, evidentemente, non incontrarono del tutto il favore dei fedeli: se sono del 1607 l’ordine di cancellare i fanciulli dalla borsa a Lipnica Wielka e l’eliminazione dei  pueri  e di un monaco raffigurato accanto al santo a Zborowice, la sentenza definitiva di rimozione per le figure nella borsa Czarny Dunajec è del 1608. E come mai, allora, la stessa immagine si trova nella nuova costruzione a Kazimierz Dolny ancora nel 1615?

Bibliografia

  • Walanus, Wojciech.. Crumena sancti Christophori. Przyczynek do ikonografii świętego olbrzyma. Heidelberg University Library, 2023.
  • S. Tomkowicz, Obrazy św. Krzysztofa a Reformacja (Le immagini di San Cristoforo e la Riforma), in „Reformacja w Polsce”, vol. 2, 1922, pp. 235-237.
  • C. Ceulemans, Iconografie van de laat-gotische beeldsnijkunst in belgisch Limburg, in Laat-gotische beeldsnijkunst uit Limburg en Grensland (Catalogo della mostra), Sint-Truiden 1990, p. I.29 .
  • M. Sztwiertnia, Ikonografia świętego Krzysztofa w Polsce w średniowieczu (Iconografia di San Cristoforo in Polonia nel Medioevo), Cracovia 2009 (manoscritto della tesi di laurea presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università Jagellonica).
  • K. Richter, Der deutsche S. Christoph. Eine historisch-kritische Untersuchung (Il San Cristoforo tedesco. Un’indagine storico-critica), Berlino 1895, pp. 178-179.
  • K. Jakobiec, Beyond Form and Fancy: The Merchant Palaces of Kazimierz Dolny in Poland. Architectural History 60 2017: pp. 37–69.