San Cristoforo rinascimentale nel Canton Ticino a Monte Carasso
Un San Cristoforo rinascimentale a Monte Carasso: a Bellinzona (Svizzera) colossale, ma sempre più realistico e umano.
Un San Cristoforo rinascimentale a Monte Carasso: a Bellinzona (Svizzera) colossale, ma sempre più realistico e umano.
Nella Chiesa di Vamlingbo, nel dus dell’isola svedese del Gotland, un San Cristoforo del XIV secolo che invita i fedeli alla conversione. Ma nel cimitero della chiesa, una pietra runica vichinga ci fa ipotizzare un contatto fra san Cristoforo e i vichinghi.
A Cureglia, in Canton Ticino, il paese dei pittori emigranti la chiesa del patrono, San Cristoforo, è diventato un piccolo laboratorio di studio sull’immagine di san Cristoforo fra Rinascimento e XX secolo.
Otto Dix, perseguitato dal regime nazista si ritirò presso il lago di Costanza, dove si dedicò a paesaggi e soggetti religiosi. Tra il 1937 e il 1944, Dix realizzò diverse versioni di San Cristoforo, utilizzandole come metafore della sofferenza e dell’incertezza vissute durante gli anni bui del nazismo e del Secondo conflitto mondiale.
A Vallarga uno straordinario san Cristoforo del 1577 circondato da sirene e fauna acquatica. E un vescovo che, in piena Controriforma, restaura un San Cristoforo davvero regale.
Il San Cristoforo di Zepperen è un esempio di un santo cosmopolita in una mondo interconnesso: d’altronde il santo dei pellegrini non può che cogliere qua e là elementi e portarli su di sè raccondando la storia delle strade di Europa. Ecco, dunque, la benda, la quercia, l’eremita e il mantello germanici, i pellegrini alla cintura iberici e la sirena che si specchia e il pescatore anglo-francese: tutto in un San Cristoforo belga, patrono di tutti i pellegrini europei!
Nel 2008 si scoprono due affreschi del 1405 sulla torre della chiesa di Malines. Un omaggio per l’entrata trionfale di Giovanni a Malines.
Un prezioso reliquiario del XIV secolo (realizzato a Tolosa), prestato, copiato, falsificato ora lo ammiri a Lasbordes (in Francia) e al MET di New York.
Il reliquiario dell’omero di san Cristoforo, a lungo ritenuto opera del POLLAIOLO, giunse a Casteldurante nel 1472, donato da papa Sisto IV al cardinale BESSARIONE, il quale lo offrì all’allora Badia di San Cristoforo durante una visita ufficiale effettuata in compagnia di FEDERICO DA MONETFELTRO.
Nella chiesa di san Marco a Milano, riscoperto un affresco (XIV sec.): San Cristoforo. le gambe del santo e le acque, in cui sguazza un polipo.
A Beromünster, storica cittadina mercantile presso Lucerna, si custodisce un reliquiario realizzato fra 1484 4 1486 per conservare le reliquie del nostro santo. Particolare, perché il santo è sulla riva, non nel mezzo delle acque. Ma le reliquie, oggi, non ci sono più!
Una statua reliquiario che raffigura San Cristoforo nella Cattedrale di Tongeren (Belgio) pubblicitaria in modo strano. Una statua innovativa con un’iconografia particolare.
Un signore medievale, Aléaume de Fontaines, dopo aver partecipato, alle crociate, porta da Costantinopoli nel 1205 un tesoro di reliquie, tra cui quelle che poi finiranno nel Reliquiario di San Cristoforo (santo molto amato in Piccardia)
Le reliquie di san Cristoforo. Da quelle fondamentali laddove il santo è patrono (Arbe, Barga, Urbania) a altre decisamente false. ai preziosissimi reliquiari tardogotici.