A Colmar c’è San Cristoforo? Un giallo alsaziano
Tanti san Cristoforo in Alsazia: uno alto 4,5 metri a Colmar, riemerso grazie a piogge eccezionali e l’intuito di Claude Berlen.
Tanti san Cristoforo in Alsazia: uno alto 4,5 metri a Colmar, riemerso grazie a piogge eccezionali e l’intuito di Claude Berlen.
Al foglio 153 del Libro d’Ore all’uso di Roma, miniato dal cosiddetto Maestro delle scene di Davide nel breviario Grimani all’inizio del XVI secolo nelle Fiandre, troviamo questa meravigliosa raffigurazione di San Cristoforo con quattro scene della sua vita.
Fino al XII secolo, San Cristoforo è stato raffigurato come un re e senza Bambino. Forse la prima raffigurazione del santo che porta il Bambino si trova su un capitello a Pisa del 1150-1200.
San Cristoforo d’alabastro a Montefollonico: è un re senza Bambino su una lastra proveniente dall’antica abbazia di Santa Maria a Follonico. Anche se l’iconografia non è quella solita, il santo è riconoscibile, Un meraviglioso santo martire, re e guerriero del XII secolo.
L’iconografia di san Cristoforo con la corona (o incoronato direttamente dalla mano di Dio) è associata alle raffigurazioni più antiche del santo in Occidente. Questi san Cristoforo spesso non portano il Bambino.
A Vallarga uno straordinario san Cristoforo del 1577 circondato da sirene e fauna acquatica. E un vescovo che, in piena Controriforma, restaura un San Cristoforo davvero regale.
Il San Cristoforo di Zepperen è un esempio di un santo cosmopolita in una mondo interconnesso: d’altronde il santo dei pellegrini non può che cogliere qua e là elementi e portarli su di sè raccondando la storia delle strade di Europa. Ecco, dunque, la benda, la quercia, l’eremita e il mantello germanici, i pellegrini alla cintura iberici e la sirena che si specchia e il pescatore anglo-francese: tutto in un San Cristoforo belga, patrono di tutti i pellegrini europei!
Nel 2008 si scoprono due affreschi del 1405 sulla torre della chiesa di Malines. Un omaggio per l’entrata trionfale di Giovanni a Malines.
Un prezioso reliquiario del XIV secolo (realizzato a Tolosa), prestato, copiato, falsificato ora lo ammiri a Lasbordes (in Francia) e al MET di New York.
Il reliquiario dell’omero di san Cristoforo, a lungo ritenuto opera del POLLAIOLO, giunse a Casteldurante nel 1472, donato da papa Sisto IV al cardinale BESSARIONE, il quale lo offrì all’allora Badia di San Cristoforo durante una visita ufficiale effettuata in compagnia di FEDERICO DA MONETFELTRO.