Il mistero del dente di San Cristoforo a Vercelli
Un reliquia vercellese di San Cristoforo ora non più reliquia. Un dente di san Cristoforo? O un dente di un Gigante prediluviano?
Un reliquia vercellese di San Cristoforo ora non più reliquia. Un dente di san Cristoforo? O un dente di un Gigante prediluviano?
Nel dipinto è “Orione cieco in cerca del sole” di Nicolas Poussin, del 1658, l’immagine di Orione e di Cedalione sulle sue spalle è molto simile a quella di Cristoforo che porta il Bambino. Ma c’è un legame fra San Cristoforo e Orione?
Prendendo spunto dal Trittico Moreel di Memling, l’artista astratta Fabienn Verdier realizza nel 2011 il suo San Cristoforo che attraversa le acque. Nel suo sito inserisce tutto il materiale preparatorio.
Tre raffigurazioni di san Cristoforo a Quarona Valsesia: un santo gigantesco e colossale della facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate, un santo cinquecentesco a Valmaggiore e soprattutto il santo martire duecentesco che ci protegge nella sua sacralità nella Chiesa di San Giovanni al Monte.
San Cristoforo nei Grigioni fra XIII e XVI secolo: la devozione viene da Oriente e si diffonde fra XIV e XV secolo in una terra di grande passaggio economico, ma anche culturale e artistico. San Cristoforo ha molti valori e per questo è l’immagine più diffusa tra gli affreschi esterni delle chiese. Sopravvive anche alla Riforma.
L’affresco di san Cristoforo di Castelsantangelo sul Nera e i due (almeno) elementi di notevolissimo interesse: la ricchissima iconografia e la storia travagliata che ha avuto (e continua ancora oggi), dopo il sisma del 2016.
Un colossale trecentesco san Cristoforo a Rhäzüns (nei Grigioni, proprio sul Reno) è circondato da stelle: perché? Un segno, simbolico o decorativo, del pittore o un legame profondo con san Cristoforo?
Nella chiesa di San Pietro in Mistail, un colossale san Cristoforo con Bambino in braccio e mano sul cuore. Riprende un modello molto diffuso, ma con un’innovazione, in linea con la Legenda Aurea.
Osservando i molti San Cristoforo, lungo la Viamala, nel Canton Grigioni in Svizzera, notiamo alcune caratteristiche (postura frontale, mano sul cuore, Bambino sul braccio) che fanno riferimento ad una fonte precedente la Legenda Aurea, la Passione e vita di San Cristoforo di Walther di Spira.
Sulla strada che da Coira giunge in Italia sono ancora oggi presenti molte immagini di San Cristoforo colossali, con Bambino in braccio e mano sul petto. Come mai sono così simili?