Sono dovuta arrivare, grazie alle amiche e agli amici del gruppo FB sullespalledisancristoforo, fino ad Innsbruck per ritornare ad un ricordo di infanzia.
Siamo davanti a uno dei San Cristoforo della Val di Fassa (noi lombardi, e bustocchi, in vacanza ogni mese di agosto nella splendida valle ladina). La mamma mi racconta la storia del santo, inserendo questo particolare. Mentre il santo avanza nell’acqua, l’acqua sale sempre di più e il santo sta ormai per affogare. Ma quando proprio non ce la fa più, si rivolge al Bambino e gli chiede chi sia. Il Bambino gli rivela di essere il Cristo. Il santo gli crede e l’acqua miracolosamente cala. L’attraversamento è compiuto: il gigante é diventato Cristoforo.
Non so esattamente da dove venga il racconto della mamma, una leggera variante della Legenda Aurea. Fatto sta che a Innsbruck c’è la stessa leggenda.
San Cristoforo che sta per affogare a Innsbruck
Casa Gumpp
Nel centro di Innsbruck, l’imponente edificio accanto alla Kolbenturm fu un tempo la dimora di una delle dinastie più influenti di Innsbruck, i Gumpp. I maestri costruttori del Gumpp plasmarono il paesaggio urbano per generazioni con i loro edifici barocchi.
Sebbene il nucleo della Casa Gumpp risalga ancora al XVII secolo, la sua facciata fu completamente rifatta nel 1911.

Il progetto di ristrutturazione fu eseguito da Anton Kirchmayr. L’artista, che aveva a Innsbruck una scuola di pittura e disegno, progettò il Munding in un audace mix di stili, combinando l’Heimatstil tirolese, l’Art Nouveau e lo storicismo. Purtroppo, questi straordinari affreschi non sono sopravvissuti.
Nel 1936, l’edificio fu ancora ristrutturato in stile modernista tirolese, un movimento che si discostava dal tipico fascino alpino con le sue ampie boiserie.
Casa Gumpp oggi è sede di una pasticceria gestita dalla famiglia Munding dal 1803. Il fondatore del caffè, Johann Nepomuk Munding, giunse a Innsbruck durante il suo viaggio da quella che oggi è la sponda tedesca del Lago di Costanza – allora parte dell’Impero asburgico – passando per i Grigioni, fino al Tirolo.
E, in piena facciata, è dipinto il nostro San Cristoforo.
Il Cristoforo di Casa Gumpp

L’affresco fu realizzato nel 1932. È raffigurato un possente santo che procede nell’acqua trasparente e popolata di pesci piuttosto realistici. Poggia una mano sul fianco, mentre con l’altra afferra un albero secco che usa come bastone. Il suo sguardo dolce si rivolge ad un Bambino tenerissimo, con una vestina bianca, i piedini appoggiati uno sull’altro e nelle mani un globo del mondo che sembra un giocattolo. Dell’affresco colpiscono il tratteggio morbido dell’acqua, i toni freddi blu-verdi e il pesce in primo piano, trattato con attenzione quasi naturalistica. Sono tratti in linea con la formazione accademica e di derivazione Jugendstil del pittore.
I Lüftlmalerei
La Lüftlmalerei è la tradizionale pittura murale delle facciate che caratterizza i paesi alpini tra la Baviera e il Tirolo. Il nome deriva dal dialetto bavarese Lüftl, “arietta”, ed evoca la pittura all’aria aperta. Nata nel Seicento e fiorita soprattutto nel Settecento, con influssi barocchi e rococò e un chiaro debito verso la decorazione dei palazzi italiani, trasformava case contadine, locande, botteghe e chiese in vere e proprie tele a cielo aperto, eseguite con colori vivaci su intonaco, a fresco o a secco.
Un altro elemento tipico è il trompe-l’œil architettonico: finestre, cornici, colonne, balaustre, bugnati e timpani finti conferiscono a edifici semplici l’aspetto monumentale di un palazzo. A questo si aggiungono ghirlande di fiori, volute, stemmi, monogrammi, date di costruzione e simboli propiziatori come cuori e croci. Non mancano le iscrizioni in tedesco o in dialetto, con proverbi, benedizioni per la casa, massime ironiche e i nomi dei proprietari.
Lo stile è popolare, narrativo e immediato, e la funzione è insieme devozionale, protettiva, decorativa e sociale, perché una facciata dipinta mostrava il prestigio e la ricchezza della famiglia.
Nel Lüftlmalerei compaiono scene di vita quotidiana, come la caccia, il lavoro nei campi, le danze e le feste, oltre alle insegne dipinte di locande e botteghe, dal birraio al fornaio, e a episodi storici o leggendari e ritratti di personaggi locali. I soggetti più diffusi, comunque, sono religiosi: Madonne con il Bambino, angeli, crocifissi, scene della Passione e santi protettori come San Floriano contro gli incendi, San Giorgio e San Michele. E, ovviamente, il protettore dei pellegrini, San Cristoforo.

Esempi di affreschi di San Cristoforo in stile Lüftlmalerei si trovano anche a Garmisch-Partenkirchen, Bad Tölz, Rosenheim (Lohholz) e sparsi nelle valli del Tirolo e del Trentino (come quello di Pera di Fassa, a cui dedicheremo certamente un post).



Una delle caratteristiche del Lüftlmalerei è la presenza di versi in rima. Torniamo a Innsbruck e leggiamo sotto all’affresco della casa Gumpp.
L’iscrizione ai piedi del santo
Ai piedi del santo si legge un’iscrizione: due versi lirici in tedesco – dialetto tirolese, scritto in carattere gotico tedesco, il Fraktur.

1932
Ihm seind dös Wasser schon fast ins Maul gerunnen,
bis er mit Gott dös ander Ufer gewunnen.Gemalt von Toni Kirchmayr
Attraverso la normalizzazione in tedesco moderno Ihm ist das Wasser schon fast ins Maul geronnen, bis er mit Gott das andere Ufer gewonnen, possiamo arrivare alla traduzione
Gli era già quasi arrivata l’acqua fino alla bocca,
finché, con l’aiuto di Dio, raggiunse l’altra riva.
Il distico in rima, in dialetto, è tipico della Lüftlmalerei tirolese e bavarese. Era comune mettere sulle facciate santi protettori con una massima o una rima. Cristoforo, in particolare, veniva dipinto all’esterno delle case e delle chiese perché proteggeva dalla morte improvvisa e dai pericoli del viaggio. Il tono ironico del “Maul” (la bocca dell’animale) si spiega così: l’acqua è arrivata alla bocca, ma con l’aiuto di Dio si arriva comunque all’altra riva.
Ringrazio DONATELLA BORSO che mi suggerisce la traduzione L’acqua gli era già quasi entrata in bocca, finché con l’aiuto di Dio ha raggiunto l’altra sponda e ROBERTO DAPRA’ Aveva già l’acqua alla gola [letteralmente: in bocca], finché con Dio non è approdato dall’altra parte“.
Ma questa è la versione che mi ha raccontato mia mamma! E così il viaggio si è chiuso!
Bibliografia
- Lüftlmalerei: Bischofweg e Garmisch-Partenkirchen
- Su Casa Gumpp
