Il mistero del dente di San Cristoforo a Vercelli
Un reliquia vercellese di San Cristoforo ora non più reliquia. Un dente di san Cristoforo? O un dente di un Gigante prediluviano?
Un reliquia vercellese di San Cristoforo ora non più reliquia. Un dente di san Cristoforo? O un dente di un Gigante prediluviano?
Nel dipinto è “Orione cieco in cerca del sole” di Nicolas Poussin, del 1658, l’immagine di Orione e di Cedalione sulle sue spalle è molto simile a quella di Cristoforo che porta il Bambino. Ma c’è un legame fra San Cristoforo e Orione?
Tre raffigurazioni di san Cristoforo a Quarona Valsesia: un santo gigantesco e colossale della facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate, un santo cinquecentesco a Valmaggiore e soprattutto il santo martire duecentesco che ci protegge nella sua sacralità nella Chiesa di San Giovanni al Monte.
A Locarno, sulla facciata della Chiesa Nuova, c’è un colossale San Cristoforo di stucco del XVII secolo, commissionato da Cristoforo Orelli nel 1630. Un San Cristoforo dal valore personale?
Due san Cristoforo in Valsesia hanno come modelli quadri veneziani. A Varallo, il modello è Tiziano; a Riva Valdobbia, Jacopo da Bassano.
A Padenghe sul Garda, nella chiesa di santa Maria Assunta e Emiliano, due pale d’altare rappresentano san Cristoforo che protegge dalla peste, con altri santi.