San Cristoforo nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine

Sono presenti fonti e attestazioni precedenti, eppure la fonte essenziale per ricostruire la vita e l’iconografia di San Cristoforo resta la Legenda Aurea

Una pagina della Leggenda Aurea con indice
Jacopo da Varazze, Leggenda aurea, -1290 – ph. Sailko

La Legenda Aurea di Jacopo da Varagine: il libro che ha plasmato l’immaginario sacro d’Occidente

Composta a partire dagli anni sessanta del Duecento e portata avanti fino alla morte dell’autore nel 1298, la Legenda Aurea è l’opera più celebre di Jacopo da Varagine (o da Varazze), frate domenicano diventato poi arcivescovo di Genova. Il titolo originale, Legenda Sanctorum, indica già la natura del testo: non una “leggenda” nel senso moderno di racconto fantasioso, ma una legenda, cioè una raccolta destinata alla lettura, che riunisce le vite di oltre centocinquanta santi organizzate secondo il calendario liturgico.

La Legenda Aurea, però non può essere ridotta ad un semplice martirologio medievale. Lo storico Jacques Le Goff ha proposto di leggerla come un tentativo di spiegare il senso del tempo cristiano nel suo complesso, con la nascita di Cristo come punto di riferimento centrale attorno a cui si organizzano tre livelli di lettura: quello santorale, legato allo sviluppo lineare delle vite dei santi; quello temporale, che segue la circolarità dell’anno liturgico; e quello escatologico, orientato verso il giudizio finale. Jacopo, del resto, non fu un semplice compilatore: la sua formazione domenicana, l’esperienza come predicatore e provinciale dell’ordine, e in seguito il governo della diocesi genovese in anni di forti tensioni politiche tra guelfi e ghibellini, ne fanno una figura di notevole spessore intellettuale e istituzionale.

Il successo dell’opera fu straordinario e per certi versi senza precedenti: sopravvivono ancora oggi circa 1400 manoscritti, un numero che ne attesta una diffusione medievale seconda solo a quella della Bibbia. Tradotta presto nelle lingue volgari, la Legenda Aurea divenne un punto di riferimento non solo per la predicazione e la devozione popolare, ma anche per le arti figurative: episodi, attributi iconografici e dettagli narrativi tratti dalle vite dei santi vi narrate sono passati direttamente nella pittura, nella scultura e nelle vetrate di chiese e cattedrali di tutta Europa, tanto che ancora oggi il testo resta uno strumento imprescindibile per interpretare correttamente l’iconografia religiosa medievale e rinascimentale.

San Cristoforo nella Legenda aurea

Il riassunto del capitolo XCII

Il testo originale (in latino) del capitolo XCII

Il testo in italiano, letto da me

Bibliografia