A Colmar c’è San Cristoforo? Un giallo alsaziano
Tanti san Cristoforo in Alsazia: uno alto 4,5 metri a Colmar, riemerso grazie a piogge eccezionali e l’intuito di Claude Berlen.
Tanti san Cristoforo in Alsazia: uno alto 4,5 metri a Colmar, riemerso grazie a piogge eccezionali e l’intuito di Claude Berlen.
A Vallarga uno straordinario san Cristoforo del 1577 circondato da sirene e fauna acquatica. E un vescovo che, in piena Controriforma, restaura un San Cristoforo davvero regale.
Il San Cristoforo di Zepperen è un esempio di un santo cosmopolita in una mondo interconnesso: d’altronde il santo dei pellegrini non può che cogliere qua e là elementi e portarli su di sè raccondando la storia delle strade di Europa. Ecco, dunque, la benda, la quercia, l’eremita e il mantello germanici, i pellegrini alla cintura iberici e la sirena che si specchia e il pescatore anglo-francese: tutto in un San Cristoforo belga, patrono di tutti i pellegrini europei!
Nel 2008 si scoprono due affreschi del 1405 sulla torre della chiesa di Malines. Un omaggio per l’entrata trionfale di Giovanni a Malines.
Il San Cristoforo gardenese di Laion si portava brezel, uva e pesce nella scarsella. Anche per questo costituisce una tipica raffigurazione germanica del nostro santo.
A Padenghe sul Garda, nella chiesa di santa Maria Assunta e Emiliano, due pale d’altare rappresentano san Cristoforo che protegge dalla peste, con altri santi.
Sulle sponde del lago di Como, via di comunicazione tra Milano e Europa, molti san Cristoforo. Una strana raffigurazione precede la Legenda Aurea: re, non ancora traghettatore.