Un santo per i pellegrini e contro la peste, presso il grande fiume in Alsazia

Piogge torrenziali e inizia il giallo di Colmar

Il “giallo medievale” ha inizio nell’inverno del 2012 presso la cattedrale di San Martino a Colmar, quando piogge torrenziali hanno fatto emergere o hanno ripulito dall’inquinamento strani segni vicino al portale di San Nicola.

Queste tracce hanno attirato l’attenzione di  Claude Oberlin, un esperto di glittica, ovvero la scienza che studia le incisioni sulle pietre dure. Oberlin ha esaminato l’edificio della cattedrale di Colmar pietra dopo pietra, identificando ben 58 segni lasciati dagli scalpellini, tra cui spicca il marchio del maestro di San Jueder, capomastro di questa parte della cattedrale nel 1235.

Inizialmente, l’esperto ipotizzò che le figure policrome emerse sul muro potessero rappresentare il mantello di San Nicola, data la vicinanza al portale a lui dedicato. Tuttavia, studi precedenti di un architetto del XX secolo, Ben Klear, suggerivano la presenza di un San Cristoforo alto 4,5 metri, ormai quasi del tutto cancellato dal tempo e dallo smog. Per confermare questa ipotesi, Berlen ha studiato le cattedrali gotiche dell’Alsazia, dove il culto di questo santo era fondamentale per la protezione di chi doveva attraversare i confini e le pericolose acque del Reno.

Anche noi, allora, viaggiamo in Alsazia, alla ricerca del nostro:

San Cristoforo tra le vetrate di Strasburgo

La prima tappa di questo viaggio è la maestosa Cattedrale di Notre Dame di Strasburgo, dove si trova una splendida vetrata di San Cristoforo alta ben 10 metri, realizzata nel XIV secolo. In questa opera, il santo è raffigurato con grande eleganza: indossa un mantello color porpora e una preziosa veste a scacchi (o rombi), una decorazione estremamente costosa per l’epoca a causa della complessità della lavorazione del piombo necessaria. Un dettaglio iconografico importante è che il Bambino non è posto sulle spalle, ma è tenuto in braccio e appoggiato al petto.

San Cristoforo con le scarpe a Wissembourg

Successivamente, la ricerca si sposta a Wissembourg, presso la chiesa di San Pietro e San Paolo. Qui si ammira il San Cristoforo più grande di tutta la Francia, un affresco imponente alto 11 metri e mezzo. Presenta un dettaglio straordinario e insolito: il santo indossa le scarpe nonostante sia raffigurato in mezzo al fiume, mentre sulla riva un eremita lo attende con una lanterna.

Strasburgo, Wissembourg e Colmar

Questa due immagini colossali condividono molte caratteristiche con quella di Strasburgo, come la posizione frontale, la barba rossa, il Bambino appoggiato al braccio e, soprattutto, la tipica veste a scacchi.

Il giallo risolto

Il confronto tra queste opere ha permesso a Berlen di tornare a Colmar con una nuova consapevolezza, riuscendo finalmente a “vedere” e ricostruire l’immagine del santo sulla parete della cattedrale. L’esperto ha identificato la tipica veste a scacchi, una borsetta appesa alla cintura e la posizione del bambino coerente con gli altri esempi alsaziani. Sebbene rimanga un’ipotesi, la somiglianza stilistica suggerisce che queste tre opere siano strettamente correlate.

Questo fotomontaggio consente di mettere a confronto, sul lato sinistro, la parete che conserva i resti dell’affresco originale, e sul lato destro, la ricostruzione pittorica di San Cristoforo realizzata dal pittore colmarese Claude Oberlin. Foto DNA – Franck Buchy

Un San Cristoforo contro la peste?

Un elemento chiave per la datazione della figura di Colmar è legato alla protettorato del santo contro le malattie: Claude Berlen ipotizza infatti che l’opera risalga al 1349, l’anno in cui la peste arrivò in Alsazia. San Cristoforo, oltre ad essere il patrono dei viandanti, è storicamente invocato come protettore contro le epidemie, il che spiegherebbe la volontà di dedicargli una figura così imponente proprio in quel tragico periodo.

E così il santo protettore dei pellegrini, protegge anche gli ammalati di peste, tenendo a bada le acque del fiume Reno. e dal Medioevo molte sue immagini sono giunte fino a noi, oltre a quelle di Strasburgo, Wissembourg e Colmar.

Altri san Cristoforo in Alsazia

  • GUEBWILLER, Convento dei Domenicani, affresco (grazie alla segnalazione di Gabriella Di Ninni)
  • KAYSERSBERG, Chiesa di Santa Croce, Altare
  • RIBEUVILLE, scultura (grazie alla segnalazione di Marco Perale)
  • SILLEGNY, Chiesa di san Martino, affresco
  • SOUZ, Chiesa del Sacro Cuore, affresco

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Bibliografia