- San Cristoforo a Zepperen Sint Truden
- Incontrarsi nelle Fiandre: un san Cristoforo davvero europeo
- Il Giudizio universale di Zepperen
- Bibliografia
San Cristoforo a Zepperen Sint Truden
Il San Cristoforo fra gli affreschi tardo gotici (1509) della chiesa di San Genoveffa a Zepperen ha delle caratteristiche davvero straordinarie. Zapperen è una frazione del comune di Sint-Truden e si trova nelle Fiandre, una regione che ebbe una storia di varie dominazioni ed influenze: si vedono tutte nel nostro San Cristoforo. Tre matrici globali (quella germanica, quella anglo-francese, quella spagnola) hanno permesso la creazione di un immagine a cavallo di molte culture.

Ma incominciamo dalla descrizione dell’immagine.
L’immagine presenta un affresco di San Cristoforo inserito entro una nicchia ogivale dipinta, che incornicia la scena con tonalità calde di ocra e rosso e contribuisce a enfatizzare la verticalità della composizione. L’opera mostra caratteri della pittura tardomedievale, con un disegno lineare, colori oggi attenuati dal tempo e una costruzione spaziale ancora semplice.
San Cristoforo, il gigante con i piedi in acqua
La figura del santo domina completamente lo spazio, secondo una gerarchia dimensionale tipica della sua iconografia: è rappresentato come un gigante, con il corpo possente e i piedi immersi nell’acqua, nell’atto di attraversare un fiume. Il volto è caratterizzato da lunghi capelli, tenuti fermi da una bende attorcigliata, una barba folta e rossastra, con lineamenti marcati e uno sguardo rivolto verso l’alto, indirizzato al Bambino che porta sulle spalle. L’espressione trasmette uno sforzo intenso, coerente con il momento narrativo del trasporto. Indossa una tunica corta di colore giallo-ocra, decorata, e un mantello verde che ricade sulle spalle; alla vita porta una bisaccia, elemento che richiama la sua condizione di viandante. È scalzo, e l’acqua in cui cammina è resa in modo stilizzato, con piccoli pesci e dettagli che animano il fondale.
Cristoforo si appoggia a un lungo bastone verde, inclinato diagonalmente, che attraversa la composizione e funge da asse visivo. Il bastone non è un semplice elemento funzionale, ma appare vivo, con germogli e foglie, alludendo al miracolo della fioritura e al tema della vita che scaturisce dalla fede.
Il Bambino ‘Jesus’
Sulle sue spalle siede il Bambino Gesù, raffigurato frontalmente e in posizione stabile, vestito di rosso. Con una mano benedice, mentre con l’altra regge il globo crucigero, simbolo del dominio universale di Cristo. Sopra la sua testa si legge chiaramente il nome “Jesus”, mentre accanto alla figura del santo compare l’iscrizione “Sanctus Cristophorus”, che identifica senza ambiguità il soggetto.
Un composito paesaggio
Nella parte inferiore sinistra compare una piccola costruzione, probabilmente una cappella, accanto alla quale si distingue la figura di un eremita con una lanterna: si tratta di un elemento ricorrente nella leggenda, poiché l’eremita aiutava i viandanti a trovare il guado illuminando il percorso.
Incontrarsi nelle Fiandre: un san Cristoforo davvero europeo
La benda del San Cristoforo germanico

Sulle tempie, Cristoforo porta una benda bianca attorcigliata e arrotolata: essa è ben presente nelle raffigurazioni germaniche del santo e ben ripresa nella pittura fiamminga del periodo. Rappresenta l’aspetto penitenziale del compito di Cristoforo, nonché un riferimento all’unzione battesimale e crismale. I capelli spettinati e scomposti vengono così contenuti dalla sacralità del gesto che il santo compie. Ne possiamo ammirare alcuni esempi.



Un palma fiorita, anzi una quercia germanica
Altro elemento tipico della tradizione germanica è la fioritura della verga non con le foglie della palma e con i datteri, ma con vari fiori e frutti, in particolare con le foglie di quercia. E abbiamo già visto come la quercia sia un albero dal forte valore simbolico nei popoli germanici.



Una fauna acquatica ricchissima
Anche la fauna acquatica fra i piedi del santo è caratteristica del mondo germanico. Fra i piedi del San Cristoforo di Zepperen ci sono almeno otto pesci di diversa grandezza e specie, delle lumachine e un gambero/astice. E una bellissima sirena.

La difficoltà della conversione
Tra i piedi del santo spesso viene raffigurata questa fauna marina, a simboleggiare le difficoltà del passaggio, gli ostacoli mostruosi che cercano di impedire al santo di portare il Bambino dall’altra parte. E se l’attraversamento per Reprobo-Cristoforo costituisce anche un cambiamento di vita, una conversione, allora questi esseri sono un ostacolo anche spirituale.
La sirena vanitosa
Questo è messo in evidenza attraverso la bellissima sirena che ha un valoro qui esplicitamente simbolico. La sirena, infatti, si sta specchiano e pettinando: è evidentemente un simbolo della vanità e della seduzione, con i suoi capelli sciolti lungo i fianchi e la lunga coda, nonché nella sua posizione più fastidiosa per il prosieguo della traversata del santo.
La sirena è spesso raffigurata fra i piedi del santo, ma più spesso nella forma mostruosa e bicaudata, con un significato più ambiguo e meno esplicito, che abbiamo già indagato, come a Spilimbergo, in Friuli.
In Inghilterra e in Galles sono molto diffuse, invece, le raffigurazioni delle sirene che si specchiano. La meglio conservata si trova nella Chiesa di Tutti i Santi a Oaksey, Wiltshire in Inghilterra. Nell’affresco, risalente al XV secolo, sono presenti anche molti esemplari di fauna acquatica, anche mostruosi.

Un gambero/astice astronomico?
A Zeppere, anche un gambero si trova tra i piedi del santo. Interessante il fatto che il crostaceo appaia in raffigurazioni anche molto più antiche del santo (come a Gemona), con un chiaro richiamo al solstizio e alla canicola. Ma il gambero è anche nelle raffigurazioni del XV e XVI secolo, forse con lo stesso valore simbolico di pesci e molluschi.


L’eremita e il pescatore
L’eremita che illumina la via
Molto interessanti anche i due personaggi che sono presenti nel paesaggio. Più tradizionale la presenza dell’eremita, che ha un ruolo importante nella Leggenda Aurea ed è praticamente sempre presente, soprattutto nelle raffigurazioni d’Oltralpe, fra XV e XVI secolo.
L’eremita, con in mano un bastone su cui si appoggia, illumina con la lanterna il cammino del santo, stando di fronte ad una chiesa con facciata a graticcio e bel campanile.

Un pescatore o il Diavolo?
Assai più particolare il pescatore che getta la lenza in acqua. Questa immagine è presente in Inghilterra, negli affreschi del periodo che raffigurano il santo. Chi è questo pescatore? Una semplice figura scelta con un intento realistico o qualcosa di più (addirittura il diavolo che pesca le anime)?

I pellegrini appesi alla cintura
Ma il dettaglio più interessante della raffigurazione si trova nella parte centrale, attorno alla cintura del santo. Alla cinta di cuoio è appesa una borsetta, accessorio fondamentale per i viaggiatori, spesso presente nelle raffigurazioni del santo che è il patrono dei pellegrini e dei viaggiatori. Ma qui compaiono tra figurine di pellegrini che si fanno allegramente trasportare dal santo! Uno è a cavallo della cintura e suona un flauto, l’altro sta appeso alla borsetta: con un gesto goffo cerca di saltare dentro la scarsella da cui ci guarda una donna di bianco vestita. I tre giovani raffigurano allegri pellegrini, portati comodamente dal loro protettore.

L’iconografia è caratteristica delle raffigurazioni spagnole del santo: i pellegrini alla cintura e la macina di mulino al braccio sono un simbolo per indicare non solo il patronato del santo, ma anche la sua dimensione colossale e la sua forza sovrumana. Il tipo di raffigurazione è ben visibile nel San Cristoforo del Museo del Prado. Ma è davvero molto diffuso.

Nell’affresco belga non è presente la macina, elemento che viene sentito forse come eccessivo, ma compaiono i simpaticissimi pellegrini appesi alla cintura e finiti, belli comodi, nella scarsella!
San Cristoforo belga, patrono di tutti i pellegrini europei
Il San Cristoforo di Zepperen è, dunque, un esempio di un santo cosmopolita in una mondo interconnesso: d’altronde il santo dei pellegrini non può che cogliere qua e là elementi e portarli su di sè raccondando la storia delle strade di Europa. Ecco, dunque, la benda, la quercia, l’eremita e il mantello germanici, i pellegrini alla cintura iberici e la sirena che si specchia e il pescatore anglo-francese: tutto in un San Cristoforo belga, patrono di tutti i pellegrini europei!
Il Giudizio universale di Zepperen
E se non bastasse il meraviglioso San Cristoforo cosmopolita, nella chiesa di santa Genoveffa è raffigurato uno straordinario Giudizio Universale, della stessa mano del San Cristoforo.

Bibliografia
- Pagina wikipedia Chiesa di santa Genoveffa
- Bergmans, A., & Buyle, M. (2013). “Internationale stijl” in Mechelen: ontdekking, conservatie en onderzoek van de muurschilderingen van rond 1400 in de toren van de Sint-Janskerk. RELICTA (BRUSSEL), 10, 129–207.
