- Un san Cristoforo sulla riva del lago di Lucerna
- San Cristoforo che esce a fatica dal lago
- Bibliografia
Realizzata tra il 1484 e il 1486, la statuetta del Collegiata di San Michele a Beromünster, una storica cittadina mercantile nel nord del Canton Lucerna, rappresenta un pezzo fondamentale della storia dell’oreficeria sacra e della devozione popolare svizzera.
Un san Cristoforo sulla riva del lago di Lucerna
Un lascito testamentario in argento
Mentre per molti reliquiari l’origine è avvolta nel mistero, qui abbiamo un nome e un volto dietro la committenza: il canonico Friedrich von Lütishofen, uomo di una particolare venerazione per San Cristoforo. Nel suo testamento del 1483, egli dispose specificamente che i suoi oggetti personali in argento fossero fusi per forgiare un’immagine di san Cristoforo, santo a cui era molto legato, come testimoniano altre fondazioni e donazioni che era solito effettuare proprio in occasione del giorno della festa del santo. Sul basamento della statuetta è ancora visibile lo stemma della famiglia di Lütishofen, che raffigura un pesce alato.
Il gigante che ha finalmente toccato riva

Il volto del santo, rivolto verso l’alto e a sinistra, è caratterizzato da occhi spalancati e da due profonde rughe verticali sulla fronte. I capelli sono lunghi fino alle spalle e terminano in riccioli rivolti verso l’esterno, tenuti fermi da una benda a tortiglione che nasconde l’attaccatura dei capelli. La barba è altrettanto elaborata. Il santo Indossa una tunica corta al ginocchio, visibile solo sul fianco destro, decorata con un’ampia bordura. Sopra la tunica Cristoforo porta un ampio mantello che crea massicce pieghe a zigzag sul petto e sul ventre, con i lembi posati sulle spalle a formare lunghe punte.
Le sue gambe sono nude, sottili e modellate con un forte realismo anatomico: le rotule sono prominenti e le vene sono chiaramente visibili sui polpacci, a testimonianza dello sforzo fisico nel sostenere il Bambino.
Il Bambino Gesù, posizionato nella zona nuca-spalla, è inginocchiato; la gamba sinistra è piegata in avanti e il suo piedino nudo è stretto dalla mano sinistra di Cristoforo. Con la mano destra, il Bambino sembra appoggiarsi dolcemente sul capo del gigante, mentre con la sinistra regge un globo sormontato da una croce insolitamente grande.
Mi piace moltissimo il bastone a cui il santo si appoggia: formato da due rami intrecciati, termina con germogli dorati, deliziosi!
Mentre la maggior parte delle immagini del santo lo ritraggono immerso nel fiume, il Cristoforo di Beromünster poggia su una superficie solida, decorata con ciottoli, erba. Un dettaglio realistico unico è la presenza di un piccolo ceppo d’albero dietro il piede destro, suggerendo che il bastone impugnato dal santo sia stato appena reciso da quel punto. È l’iconografia dell’approdo: il santo ha completato il suo compito e ha finalmente raggiunto la terraferma con il divino passeggero.
Il giallo delle reliquie scomparse
La testa del santo è rimovibile: essa funge da coperchio, fissato con piccole viti, per accedere alla cavità interna del corpo dove venivano riposte le reliquie. Ma oggi le reliquie oggi non ci sono più. Documenti confermano che nel 1951 i resti di san Cristoforo, san Gallo e dei diecimila martiri erano ancora al loro posto all’interno della statuetta. Tuttavia, durante le ricognizioni tra il 1975 e il 1983, il reliquiario è stato trovato completamente vuoto. Nonostante le ricerche nel vasto archivio del monastero, quei frammenti sacri non sono mai stati ritrovati.
San Cristoforo sopravvissuto alla Rivoluzione francese
Mancano le reliquie, certo. Eppure riteniamoci fortunati, perché nel 1798, durante l’invasione francese, la maggior parte del tesoro di Beromünster fu inviata a Lucerna per essere fusa e trasformata in moneta per pagare i contributi di guerra. Tra i tesori perduti c’erano statue colossali d’argento di san Michele e della Vergine, oltre a numerosi busti reliquiario. Il san Cristoforo è l’unica scultura metallica medievale del monastero ad essere scampata a questo destino: un “superstite” di inestimabile valore.
San Cristoforo che esce a fatica dal lago
E salutiamoci con questo grande San Cristoforo che si arrampica sulla riva dopo la traversata delle acque del lago di Lucerna. Si tratta dell’opera dell’artista Eduard Renggli che ha dipinto il suo atletico santo nel 1931 o 1932. Il Bambino, dall’aureola brillante, sta comodamente seduto sulle sue spalle e riene in mano il globo del mondo,

Bibliografia
- Luginbuehl Wirz, Regula. 2022. «Die spätgotischen Reliquienstatuetten des heiligen Christophorus Ikonografischer Hintergrund, Auftraggeberschaft/Stifterumfeld und Frömmigkeitspraxis». Zurigo.
- mural.ch
