Due reliquiari identici a Lasbordes e a New York: l’originale e la copia?

Nel 1935 al Metropolitan Museum of Art, di New York venne messo in esposizione un straordinario manufatto, copia di un prezioso reliquiario di San Cristoforo, realizzato fra il 1375 e il 1425 a Tolosa e custodito nella parrocchia di San Cristoforo a Lasbordes, un piccolo comune francese nell’Aude. Chi aveva fatto questa copia? Ebbene, gli studi del 1954 rivelarono una storia ancora più intrigante: una falsificazione e un furto ad opera di uno dei più importanti imprenditori e collezionisti del mondo, J.P. Morgan.

Reliquiario del santo d'argento con Bambino
Reliquiario di San Cristoforo- Tolosa 1375–1425- oggi a The Metropolitan Museum of Art, New York
Reliquiario di San Cristoforo- Tolosa 1375–1425- oggi a Lasbordes

Ma andiamo per tappe. La prima riguarda la piccola comunità di Lasbordes nel Basso Medioevo.

Sulla strada tra Carcassonne e Tolosa, nel nome di san Cristoforo

Nel Medioevo Lasbordes si chiamava San Cristoforo: era un piccolo comune sull’importante strada che univa il Mediterraneo con la città di Tolosa, in quella regione albigese in cui si diffuse l’eresia catara nel XII secolo. La chiesa, dedicata a San Cristoforo, venne costruita intorno al 1150. Diverse chiese di questa regione erano dedicate al nostro santo, in quanto patrono dei pellegrini e dei viandanti (o forse anche in funzione antiereticale?).

Chiesa di san Cristoforo
Chiesa di san Cristoforo – Lasbordes (FRANCIA) – ph. MIC43

In questo contesto, giunsero a Lasbordes delle reliquie di san Cristoforo, forse provenienti da un’altra chiesa (dove la loro presenza era attestata dal VI secolo) o forse direttamente da Costantinopoli dai crociati (in particolare nella IV crociata). Rosenfeld, che per primo ha studiato la diffusione del culto di san Cristoforo in Europa, menziona un’attestazione della parrocchia di Lasbordes già nell’XI secolo, senza fornire ulteriori dettagli. In ogni caso, il fatto che la piccola comunità potesse permettersi un reliquiario così prezioso (anche per le sue dimensioni: ben 60,6 cm!) dimostra l’influenza della diocesi o di personaggi alquanto importanti.

La chiesa di Lasbordes subì vari rifacimenti, che hanno lasciato opere importanti visibili ancora oggi: in particolare affreschi del XIV secolo e una pala d’altare barocca del 1679, nell’altare monumentale realizzato da Jean-Jacques Mélair, maestro scultore di Carcassonne).

Pala d'altare con san Cristoforo
Pala d’altare barocca 1679, realizzata da Jean-Jacques Mélair – Chiesa di San Cristoforo – Lasbordes (FRANCIA) in castelnaudary-tourisme.com

L’opera più preziosa della chiesa è, per l’appunto, la statua reliquiario di San Cristoforo.

Un reliquiario capace di sopravvivere ai secoli

Furono molti i pericoli che il reliquiario dovette affrontare. Nel 1570, durante le guerre di religione, l’opera dovette essere nascosta per essere risparmiata dai saccheggi della cavalleria guidata da Coligny che assediava il villaggio. Nel 1793, durante la Rivoluzione Francese, le autorità imposero la fusione degli oggetti preziosi delle chiese. Mentre la statuetta della Vergine, sorella di quella di San Cristoforo, fu inviata alla fusione, il reliquiario del santo fu risparmiato, segno dell’eccezionale valore che la comunità gli attribuiva rispetto ad altri arredi sacri.

E poi arrivò J. Pierpont Morgan.

Me lo presti? Te lo rubo!

Il collezionista americano J. Pierpont Morgan, tramite l’intermediario Eugen Mir, riuscì a ottenere nel 1904 l’originale dalla chiesa. In cambio di aiuti finanziari per il restauro del campanile, Mir portò la statuetta a Londra per esporla. In realtà, però, ne fece eseguire una copia identica a spese di Morgan. Mentre l’originale veniva spedito negli Stati Uniti, la copia londinese fu restituita alla chiesa di Lasbordes, che la riaccolse senza sospettare lo scambio. Arrivò a Lasbordes anche la donazione di 5.000 franchi per il rifacimento del campanile.

Il falso reliquiario e una copia eccezionale

L’inganno venne scoperto nel1954. In occasione di una mostra a Perpignan: vennero condotti degli studi sul reliquiario. Analizzando i marchi incisi a scalpello (e non impressi con un punzone originale), la doratura galvanica (e non a fuoco come quella medievale) e la realizzazione per fusione (e non a sbalzo, come nel Medioevo) gli esperti cominciarono a sospettare che la statua di Lasbordes non fosse quella originale. Notarono, inoltre, che invece dei marchi di Tolosa (“TOL” e il giglio francese), sulla statuetta di Lasbordes appariva un leone passante, tipico della produzione di Londra.

Il vero capolavoro medievale si trovava, dunque, al Metropolitan Museum of Art di New York, donato nel 1917 dal magnate J. Pierpont Morgan.

La copia, nel frattempo, era stata iscritta nel 1904 nella lista dei Monuments Historiques: e rimane tuttore nell’elenco.

Ma torniamo al nostro reliquiario, quello originale.

San Cristoforo e il Bambino

Reliquiario del santo d'argento con Bambino
Reliquiario di San Cristoforo- Tolosa 1375–1425- oggi a al Metropolitan Museum of Art, New York

Realizzata in argento parzialmente dorato, l’opera misura ben 60,6 cm di altezza. La statuetta raffigura il santo nel momento del riconoscimento, mentre trasporta il Bambino Gesù sulla spalla sinistra attraversando un corso d’acqua popolato da pesci incisi. La base dell’opera è altrettanto elaborata: un piedistallo esagonale a due livelli decorato con elementi architettonici gotici, tra cui contrafforti, archi rampanti e pinnacoli posti a ogni angolo. Sul lato anteriore della base si trova un piccolo cofanetto rettangolare, originariamente coperto da un cristallo, che fungeva da teca per le sacre reliquie e permetteva ai fedeli di vedere i resti del santo pur mantenendoli protetti.

San Cristoforo

Cristoforo è rappresentato come un uomo di mezza età, con il volto caratterizzato da zigomi alti e rughe d’espressione sulla fronte che ne sottolineano lo stupore. I suoi capelli cadono sulle spalle in eleganti boccoli a chiocciola, mentre la barba fluente scende fin sotto lo sterno, creando un raffinato contrasto con il volto argenteo grazie alla sua doratura.

L’abbigliamento del santo riflette l’abbigliamento del periodo: indossa una corta tunica sopra la quale è drappeggiato un mantello a mo’ di toga, il cui lembo si avvolge con un movimento fluido attorno alla gamba sinistra. Con entrambe le mani stringe un insolito bastone sottile che termina in una chioma di piccoli fiori, simbolo della fioritura miracolosa descritta nella Legenda Aurea. Cristoforo avanza a piedi nudi in un corso d’acqua profondo fino alle caviglie, reso con eccezionale realismo attraverso linee incise che formano onde e mulinelli attorno alle gambe e al bastone.

Il Bambino

Sulla spalla sinistra del martire sta in piedi il Bambino Gesù, che appare come un piccolo sovrano vestito con una lunga veste decorata da rosette sul collo. Mentre con la mano destra compie il gesto della benedizione rivolto al santo, con la sinistra regge il globo crucigero, simbolo del suo dominio sul mondo.

Bibliografia

  • Luginbuehl Wirz, Regula. 2022. Die spätgotischen Reliquienstatuetten des heiligen Christophorus Ikonografischer Hintergrund, Auftraggeberschaft/Stifterumfeld und Frömmigkeitspraxis. Zurigo.
  • Hans-Friedrich Rosenfeld,1937 Der Hl. Christophorus. Seine Verehrung und seine Legende. Eine Untersuchung zur Kultgeographie und Legendenbildung des Mittelalters, Leipzig.
  • castelnaudary-tourisme.com