Nel suo blog Reliquiosamente, l’autrice, Nicoletta De Matthaeis, scrive, a proposito del mondo delle reliquie:

E’ un fenomeno molto più complesso di quanto non sembri. Non possiamo minimizzare l’importanza che le reliquie hanno avuto nel corso della nostra storia, politica, religiosa ed economica. Sono state prese come insegne per governare e legittimare il potere. Sono state oggetto di transazioni economiche da parte di governanti e di stati, e di scambio per ottenere importanti favori politici, e di grandi rivalità fra istituzioni religiose e laiche per il possesso delle stesse. Proteggono le comunità e in esse molte si identificano. La venerazione delle reliquie e dei luoghi santi ha creato il fenomeno dei pellegrinaggi, con il relativo risvolto economico legato ad essi. Ciò ha favorito, nello stesso tempo, l’interscambio di culture e la creazione, fra le altre cose, di importanti opere artistiche, come testimoniano molte delle strutture architettoniche create lungo le più importanti vie battute dai pellegrini, nonché della formazione di una coscienza europea e di un’abbondante letteratura in proposito.

Anche nella storia delle reliquie di San Cristoforo possono essere presi in considerazioni tutti questi aspetti. In questo articolo ne faremo solo un indice ragionato, per lasciare l’approfondimento ad articoli che saranno presto pubblicati.

Le più importanti reliquie del santo patrono Cristoforo

Un’importante reliquia è custodita spesso nelle chiese delle città di cui il nostro santo è patrono. Venne prima la reliquia o prima il patronato? Non è sempre facile dirlo: a Rab e a Urbania la reliquia probabilmente venne dopo il patronato, mentre a Barga la reliquia è proprio nel racconto fondativo del duomo e del patronato.

La testa di san Cristoforo a Arbe – Rab (Croazia)

La testa di San Cristoforo, patrono e triplice salvatore della città, è conservata in un reliquiario a forma di cassa prismatica con coperchio, ornato da raffinati rilievi in argento e oro. L’opera unisce elementi bizantini e romanici e viene datata alla seconda metà del XII secolo.

cassetta del reliquiario
Reliquiario di san Cristoforo – Chiesa di Maria Assunta – Rab (Croazia)

Il braccio di san Cristoforo a Barga

Secondo una tradizione orale tramandata di generazione in generazione, l’incontro tra Barga e San Cristoforo risalirebbe al X secolo: un lombardo in viaggio, che portava con sé una reliquia del santo, si fermò nella cittadina quando il mulo che cavalcava si rifiutò ostinatamente di proseguire. Solo decidendo di lasciare la reliquia sul posto l’animale riprese il cammino. Da quel momento, quel sacro oggetto divenne parte integrante dell’identità religiosa bargana ed è oggi venerato nel celebre reliquiario del cosiddetto “braccio di San Cristoforo”, che ogni anno, la sera del 24 luglio, viene portato solennemente in processione per le vie del paese.

Reliquia braccio san Critsoforo
Reliquiario di San Cristoforo – Duomo di san Cristoforo – Barga (LU)

La spalla di san Cristoforo a Urbania

Reliquiario di San Cristoforo -
Reliquiario di San Cristoforo – Museo Albani – Urbania (PU)

Fu donato dal Cardinale niceno Bessarione nel 1472 il reliquiario cesellato su committenza papale per contenere la reliquia di San Cristoforo martire, patrono di Casteldurante ( antico nome di Urbania). Contiene l’omero di san Cristoforo, reliquia davvero significativa, visto che il Bambino Gesù si appoggiò proprio sulla spalla del santo.

N.B. Proveniente da Urbania. è arrivata nel 2022 a Canneto-Lipari una sacra reliquia in un reliquario d’argento, alto 63 centimetri, che riproduce il braccio del simulacro onorato nella Concattedrale di San Cristoforo di Urbania nelle Marche. Rimarrà per sempre nella Cattedrale di Canneto-Lipari.

Reliquie, decisamente false!

L’elemento leggendario del gigantismo di Cristoforo ha un risvolto interessante anche relativamente alle sue reliquie.

Il celebre domenicano Tomas de Torquemada riferì di aver visto un dente di san Cristoforo grande quanto una mano a Loria. Ad Astorga, veniva conservata una parte della mascella che, secondo i racconti dell’epoca, era di proporzioni tali da far supporre che il gigante a cui apparteneva dovesse essere alto come una torre. Lo studioso Girolamo Magio menzionò un femore (osso della coscia) di “dimensioni infauste”, custodito nei pressi della chiesa dei Crociferi a Venezia.

Due esempi clamorosi:

La macina di mulino di san Cristoforo a Siviglia?

Nelle immagini spagnole, per indicare la statura colossale di Cristoforo, il santo viene raffigurato con una macina di mulino al braccio. Ebbene, a Siviglia, si conservava la preziosa reliquia di questa macina!!!!

Il dente di san Cristoforo a Vercelli?

Il teologo italiano Agostino Tornielli descrisse, nei suoi annali, un dente estremamente voluminoso conservato in una chiesa dedicata al santo.

Il dente del gigante è una celebre reliquia storicamente legata alla città di Vercelli, in particolare alla figura di san Cristoforo, che la tradizione e l’iconografia descrivono come un uomo di statura colossale. Scoperta nel 1622, la reliquia alla fine del XVIII secolo, fu considerata da un naturalista dente d’ippopotamo e tolta dalla devozione. La storia merita di essere approfondita.

Reliquiari di san Cristoforo

Sono molto diffuse reliquie di san Cristoforo anche di minore importanza, ma comunque custodite in straordinari reliquiari:

A proposito dei reliquiari tardogotici tedeschi studiati da Regula Luginbuehl Wirz: si tratta di sei statuette reliquiario di san Cristoforo giunte fino a noi: realizzati tra la fine del XIV e l’inizio del XVI secolo, rappresentano la fioritura della plastica orafa tardogotica e offrono una testimonianza preziosa di una pratica di pietà che univa la magnificenza artistica alla venerazione dei resti fisici dei santi. Eccone l’elenco.

  • Lasbordes (oggi al Metropolitan Museum, New York): È la più antica (ca. 1375-1425) e la più grande (60,6 cm) del gruppo, attribuita all’orafo Pons de Rossi di Tolosa.
  • Basilea (Historisches Museum Basel): Risalente al secondo quarto del XV secolo, raffigura il santo come un nobile signore elegantemente vestito. Fu donata dal canonico Ludwig Mog.
  • Beromünster (Stift St. Michael): Realizzata tra il 1484 e il 1486 nell’area dell’Alto Reno-Svizzera settentrionale,. Si distingue perché il santo poggia su una riva solida e non nell’acqua alta.
  • Kaisheim (oggi a Toronto, Art Gallery of Ontario): Datata con precisione al 1493, è nota per la sua straordinaria dinamicità e per il fatto che le reliquie sono visibili in un cilindro di cristallo nel basamento.
  • Tongeren (Teseum, Belgio): Datata intorno al 1510-1516, è la più piccola del gruppo. La sua particolarità unica è l’integrazione delle reliquie all’interno del bastone di cristallo impugnato dal santo.
  • Longpré-les-Corps-Saints (Francia): Risalente alla fine del XV o inizio del XVI secolo, differisce tecnicamente dalle altre poiché è costituita da un nucleo in legno rivestito di lamina d’argento e decorato con pietre preziose.

Bibliografia

  • Reliquiosamente
  • Luginbuehl Wirz, Regula. 2022. «Die spätgotischen Reliquienstatuetten des heiligen Christophorus Ikonografischer Hintergrund, Auftraggeberschaft/Stifterumfeld und Frömmigkeitspraxis». Zurigo.