Presso la British Library è conservato il foglio di Tongeren del 1515/1516, un foglio del pellegrino che illustra i pezzi del tesoro della Basilica di Nostra Signora (Onze-Lieve-Vrouwebasiliek). Fra di essi, un straordinario reliquiario contenente le reliquie di San Cristoforo. Eppure questo è proprio un caso antico di quella che oggi potremmo chiamare pubblicità ingannevole: il reliquiario del santo, infatti, è davvero molto diverso da quello raffigurato nel foglio.

A Tongeren un innovativo reliquiario di San Cristoforo

Il foglio per i pellegrini

Nel tardo Medioevo in occasione delle ostensioni pubbliche delle reliquie vennero prodotte delle xilografie, su foglio singolo. Questi documenti fungevano da guida e “sceneggiatura” liturgica, veri e propri copioni per le cerimonie: indicavano quali reliquie venissero mostrate e in quale ordine. I testi descrittivi presenti sul foglio venivano spesso letti ad alta voce durante l’evento, aiutando i pellegrini a seguire il rito e a comprendere l’importanza dei resti sacri esposti. Spesso i pellegrini acquistavano questi fogli come ricordo tangibile del loro viaggio spirituale.

Oggi, questi fogli sono fondamentali perché forniscono prove dell’esistenza di reliquiari oggi scomparsi, fusi o saccheggiati nel corso dei secoli.

Il foglio per i pellegrini di Tongeren

San Cristoforo - Basilica di Nostra Signora - Tongeren (Belgio)
Foglio di pellegrini – British Museum – Londra (UK) – ph. Kleon3

Nel 1515/1516 venne realizzato il foglio di Tongeren, oggi conservato in originale presso la British Library che illustra i pezzi del tesoro della Basilica di Nostra Signora. è facile identificare gli altri reliquiari nel documento, il disegno di San Cristoforo segue uno schema iconografico tradizionale che non corrisponde affatto alla forma innovativa della statuetta che ancora oggi possediamo. Perché un San Cristoforo così diverso?

La statua-reliquiario

Uno scambio di sguardi

San Cristoforo - Basilica di Nostra Signora - Tongeren (Belgio)
San Cristoforo – Basilica di Nostra Signora – Tongeren (Belgio)

Nella statuetta di Tongeren è catturato con straordinaria intensità il momento culminante della leggenda di Cristoforo, quando il gigante si rende conto di aver portato sulle sue spalle Cristo. Ciò è esplicitato dallo scambio di sguardi diretto tra il martire e Gesù. Il volto di Cristoforo è un capolavoro di espressività tardogotica: gli occhi spalancati con pupille incise e le marcate rughe sulla fronte trasmettono uno stupore quasi atterrito. Il realismo è spinto al punto che la bocca socchiusa lascia intravedere chiaramente la dentatura superiore, un dettaglio che conferisce alla scultura una vitalità quasi umana,. Il capo è inoltre coronato da un turbante con una raffinata fascia decorata a zigzag in vermeil, che sottolinea le origini orientali del santo.

Un santo in movimento

Il santo è raffigurato in una posa marcatamente dinamica, fortemente piegato in avanti sotto il peso del Bambino, con una tensione corporea che suggerisce lo sforzo fisico contro la corrente del fiume. Per evitare di cadere, si appoggia al grande ramo di un albero che funge da bastone. Questa postura crea una varietà di prospettive a seconda dell’angolazione dell’osservatore: da un lato la figura sembra sbilanciata in avanti, mentre da altre angolazioni emerge la stabilità del peso distribuito sulle gambe, prive di vene sporgenti ma modellate con estremo realismo.

Il Bambino che danza

San Cristoforo – Basilica di Nostra Signora – Tongeren (Belgio)

Il Bambino Gesù è nudo, una scelta iconografica tipica del primo Cinquecento volta a esaltare l’umanità di Cristo. Il corpo è modellato con tratti infantili realistici, come il pancino prominente e le forme morbide degli arti. Mentre con la mano destra compie il gesto della benedizione, nella sinistra regge un globo crucigero dorato (di cui oggi resta solo la base della croce), simbolo della sua sovranità sul mondo. La posizione del Bambino, che sembra quasi in equilibrio precario sulla spalla del gigante, costringe quest’ultimo a un ulteriore sforzo di bilanciamento, reso visivamente dalle pieghe verticali della tunica e dal modo in cui il santo poggia i piedi nudi sulla superficie argentea che simula l’acqua del fiume.

Un gigante davvero elegante

Infine, le proporzioni tra le due figure sono calibrate per esaltare la natura gigantesca di Cristoforo: il Bambino è volutamente più piccolo. Fa così apparire il santo ancora più imponente e massiccio nella sua lotta contro le acque. L’abbigliamento del martire riflette uno status non comune per un semplice traghettatore: indossa una tunica bordata in oro con un colletto elaborato che si divide sul petto, dettagli che nobilitano la figura pur mantenendo il carattere narrativo della leggenda.

Un innovativo reliquiario

L’elemento più innovativo e distintivo di questo specifico reliquiario risiede nella collocazione delle sacre reliquie, che sono integrate direttamente nel bastone a forma di tronco d’albero impugnato dal santo. Attraverso una fessura protetta da cristallo di rocca, i fedeli possono osservare diversi piccoli frammenti ossei e un piccolo pezzo di carta. Questa scelta iconografica non è solo funzionale, ma profondamente simbolica: il bastone rappresenta il Verbo di Dio, ovvero la forza spirituale che sostiene Cristoforo mentre sfida le correnti del fiume, metafora dei pericoli e delle tentazioni del mondo.

La mano di un maestro: Hans von Reutlingen

Le fonti attribuiscono con alta probabilità l’opera alla bottega del rinomato orefice di Aquisgrana, Hans von Reutlingen (vissuto tra il 1465 e il 1547 circa), autore anche della statua reliquiario di San Sebastiano. La qualità del lavoro è altissima: la statuetta vibra di realismo.

Reliquiario San Sebastiano
San Sebastiano – Basilica di Nostra Signora – Tongeren (Belgio)

Un San Cristoforo salvato dalle fiamme

La storia della statuetta è segnata da un evento drammatico: nella notte tra il 28 e il 29 agosto 1677, le truppe francesi incendiarono Tongeren per rappresaglia. Grazie al coraggio di alcuni cittadini, parte del tesoro della Basilica, incluse le statuette di san Cristoforo e san Sebastiano, fu tratta in salvo dalle fiamme e nascosta a Liegi fino alla ricostruzione.

Perché una pubblicità ingannevole su San Cristoforo?

Resta da rispondere alla nostra questione. Le immagini in questi moduli erano spesso idealizzate o tipizzate: l’illustratore tendeva a rappresentare il santo secondo schemi iconografici tradizionali per facilitarne il riconoscimento immediato.

Mi sembra più corretto quanto ipotizzano altri: l’artista del foglio non aveva mai visto l’originale o completava l’opera proprio mentre il foglio andava in stampa, costringendolo a usare un’immagine “standard” del santo invece del capolavoro innovativo di Reutlingen.

Dal 2016 è possibile ammirare questo capolavoro e l’intero tesoro della cattedrale belga nel Teseo di recente costruzione, allestito nei locali medievali del capitolo.

Sitografia

  • Luginbuehl Wirz, Regula. 2022. «Die spätgotischen Reliquienstatuetten des heiligen Christophorus Ikonografischer Hintergrund, Auftraggeberschaft/Stifterumfeld und Frömmigkeitspraxis». Zurigo.