C’era una volta: una storia medievale e un tesoro di reliquie

C’erano una volta Aléaume de Fontaines e le sue reliquie da Costantinopoli

C’era una volta Aléaume de Fontaines, signore di Longpré e di Abbeville, in Picardia. Era l’anno del Signore 1190 quando Aléaume de Fontaines, signore di Longpré e di Abbeville, fondò la collegiata nel 1190. Era il 1202 quando Aléaume de Fontaines, signore di Longpré e di Abbeville, al seguito di Filippo Augusto partecipò alle crociate e rimase a lungo in Oriente: nel frattempo raccoglieva numerose reliquie provenienti da Costantinopoli. Era il 1205 quando Aléaume de Fontaines, signore di Longpré e di Abbeville, morì in Terra santa.

Era il 4 agosto 1205, quando Vibert, capellano di Aléaume de Fontaines, signore di Longpré e di Abbeville, portò le reliquie al vescovo di Amiens che le riconobbe ufficialmente e sigillò. Ecco allora che venne costruita la Collegiata di collégiale Notre-Dame-de-l’Assomption de Longpré-les-Corps-Saints, il villaggio assunse il nome di Longpré-les-Corps-Saints e divenne una meta di pellegrinaggio.

Longpré-les-Corps-Saints – ph. Markus3

C’era una volta un tesoro

C’era una volta un tesoro che comprendeva pezzi rarissimi: un frammento della colonna della flagellazione, una spina della corona di Cristo, capelli della Vergine e persino la pietra del Sinai dove Dio sedette per dare le Tavole della Legge a Mosè.

C’è ancora oggi: una statuetta reliquiario di San Cristoforo

Uno di questi oggetti, giunti fino ad ora, è una statuetta reliquiario di San Cristoforo. Non solo, dunque, una reliquia del santo, ma un straordinario reliquiario, databile tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, alto 53 cm e realizzato con un’anima lignea dipinta, rivestito da lamine d’argento e decorato con inserti in oro e pietre preziose. A differenza di altri reliquiari coevi in argento massiccio (ad esempio a Basilea), questa soluzione tecnica richiama pratiche più antiche e conferisce alla scultura un carattere volutamente tradizionale.

Reliquiario di San Cristoforo – Longpré-les-Corps-Saints (Francia) – XV secolo- ph. Pierre Poschadel

San Cristoforo tra acqua e terra

San Cristoforo è raffigurato mentre attraversa il fiume con il Bambino Gesù sulle spalle. La postura della figura è studiata con attenzione. Il piede sinistro è immerso nell’acqua fino alla caviglia, mentre la gamba destra sta per raggiungere la riva, suggerendo il momento del passaggio. Le onde avvolgono la gamba immersa e accompagnano il movimento in avanti del corpo. Con la mano destra, Cristoforo regge il bastone, mentre con la sinistra sostiene il Bambino per garantirne l’equilibrio. Anche il Bambino Gesù è raffigurato con un lieve movimento in avanti, in sintonia con l’azione del santo. Un San Cristoforo fra acqua e terra: ma non è così anche la Piccardia, una terra sospesa fra acqua e terra?

San Cristoforo col turbante

Il santo indossa abiti raffinati, propri di un personaggio di alto rango: il turbante ornato da una pietra incastonata, il mantello decorato con gemme e motivi floreali in argento e la tunica chiusa da grandi bottoni contribuiscono a costruire un’immagine solenne e composta. Il turbante, probabilmente, richiama la provenienza orientale del santo (e della sua reliquia).

Reliquiario di San Cristoforo – Longpré-les-Corps-Saints – XV secolo

Tutti a guardare la reliquia!

La reliquia di San Cristoforo è collocata in una piccola scatola rettangolare applicata all’anca sinistra della statua. Il contenitore, in lamina d’oro e chiuso da un vetro, permette di vedere un frammento osseo montato su tessuto verde decorato con elementi dorati. Non solo il santo, ma anche il Bambino gira la testa e guarda in quella direzione. Così, sebbene il reliquiario sia una scultura a tutto tondo, sembra avere un lato di osservazione: veniva presentata di fronte, leggermente volta a sinistra, così che la gente potesse vedere il santo, le sue reliquie e lo sguardo del Bambino.

Sei leoni per reggere San Cristoforo

La statuetta poggia su una base esagonale in rame dorato, sostenuta da sei leoni reclinati. Oltre alla funzione strutturale, i leoni richiamano simboli di forza e vigilanza e stabiliscono una distanza visiva tra il reliquiario e il piano di appoggio. La base presenta inoltre piccoli scomparti con reliquie secondarie, oggi in parte perdute.

San Cristoforo, dall’expo al caveau

All’inizio del Novecento la statuetta fu esposta anche all’Esposizione Universale di Parigi, contribuendo a una più ampia conoscenza del manufatto. Oggi la statuetta non è più custodita nella chiesa di Longpré, ma viene conservata in condizioni protette ed esposta solo in occasioni selezionate. Rimane tuttavia una testimonianza significativa della devozione tardo-medievale e del ruolo delle reliquie nella costruzione dell’identità religiosa e culturale del territorio.

San Cristoforo in Piccardia

Un altro reliquiario di San Cristoforo ad Amiens

Anche nel tesoro della Cattedrale di Amiens è custodito un reliquiario del XIII secolo con reliquie di San Cristoforo. Proveniente dalla chiesa di san Cristoforo di Mareuil-Caubert presso AbbevilleIl, il reliquiario a braccio (peraltro simile a quello di Barga) è di legno rivestito da lastre d’argento. Due indumenti coprono questo avambraccio: i bordi dei capi sono evidenziati da filigrane adornate con pietre preziose.

Reliquiario a braccio di San Cristoforo

Un reliquiario come modello

Nel corso del tempo, l’opera ha esercitato una certa influenza iconografica, riconoscibile, ad esempio, nella scultura di San Cristoforo realizzata nel XVI secolo per l’abbazia di Saint-Riquier.

San Cristoforo – Abbazia di Saint-Riquier – ph. Markus3

San Cristoforo tra Amiens e Abbeville

Il santo presenta parecchie attestazione nella zona, a partire dalla titolazione della Église Saint-Christophe de Mareuil-Caubert presso Abbeville, fondata nel 1070. Una statua di San Cristoforo, appena restaurata, si trova sulla facciata della chiesa di Bellancourt e dalle pareti della cattedrale di Abbeville e di Amiens. Anche all’nterno della Cattedrale diAMiens troviamo una statua del santo in una cappella a lui dedicata. Ma il santo è molto amato e rappresentato anche in altre zone della Piccardia (Lo Crotoy, Lanchéres, Rue), anche per la natura del luogo, una paludosa terra di passaggio.

San Cristoforo – Chiesa di san Martino – Bellancourt (Francia) – ph. APictche
San Cristoforo – Cattedrale di Amiens (Francia)

Bibliografia